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Studiare all'estero, destinazione Cina

2016年12月19日 16:43 fonte:Cina in Italia  autore: Lea Vendramel

 

La Cina è la terza meta, la prima non anglofona, scelta da chi decide di frequentare corsi di studio in un Paese straniero. Nel 2015 sono stati oltre 397mila gli studenti internazionali. Un numero in costante aumento anche grazie al maggior numero di università cinesi entrate nelle classifiche internazionali

  

La Cina piace agli studenti. Tra i giovani che scelgono di studiare all’estero, infatti, sono sempre più numerosi coloro che lasciano il proprio il Paese per sedersi tra i banchi all’ombra della Grande Muraglia. C’è chi lo fa per un breve periodo e chi per più tempo, chi opta per le grandi metropoli e chi sceglie città meno note, chi parte prima della laurea e chi dopo. Una tendenza in forte crescita su cui ha puntato la lente di ingrandimento il sito Student.com, piattaforma operativa dal 2011, specializzata nella ricerca di alloggi per studenti in tutto il mondo, che ha analizzato i dati raccolti da ministeri e istituti di formazione. Un punto di vista privilegiato che ha consentito di rilevare come negli ultimi cinque anni la Cina sia diventata tra le mete predilette dagli studenti di tutto il mondo. Secondo la China Association for International Education, nel 2015 gli studenti internazionali che hanno scelto di andare a studiare in Cina sono stati più di 397mila, oltre il doppio rispetto a dieci anni fa, quando erano più di 162mila. Con una crescita media di arrivi del 10% ogni anno, la Cina occupa oggi il terzo gradino del podio delle mete di studio più gettonate, dietro a Stati Uniti e Regno Unito, diventando la prima destinazione non anglofona del mondo. Determinante l’azione del governo cinese, che ha contribuito a questo incremento impegnandosi concretamente per migliorare la qualità del sistema educativo e per fornire supporto finanziario agli studenti stranieri.

LA TOP TEN

Anche se il primato degli Stati Uniti è ancora lontano, visto che nel 2015 gli Usa hanno accolto quasi un milione di studenti internazionali e mantengono una crescita media annua del 6%, la seconda posizione del Regno Unito, con poco meno di 437mila arrivi, è decisamente vicina e, se la Cina continuerà ad avere l’attuale tasso di crescita, entro il 2020 potrebbe avvenire il sorpasso. È l’unico Paese, infatti, a registrare una crescita media annua a due cifre. E il 3% della Gran Bretagna non può certo competere con il 10% cinese. Del resto la Cina è già riuscita a lasciarsi alle spalle altre mete europee, come Germania e Francia, rispettivamente al quinto e al sesto posto, con più di 321mila e quasi 299mila studenti stranieri, oltre al Canada, che con 336mila arrivi si colloca al quarto posto, ma con una crescita media dell’8% non è riuscito a restare sul podio. A chiudere la top ten delle mete predilette per studiare all’estero l’Australia con 272mila arrivi, la Russia con 250mila, il Giappone con 208mila e la Malesia con oltre 135mila.

Nonostante i segnali positivi registrati, però, gli studenti stranieri in Cina continuano ad essere una percentuale esigua. Al momento sono appena l’1,1% del totale degli universitari cinesi. Un numero molto basso rispetto a quello registrato nelle altre destinazioni scelte da chi decide di studiare all’estero. Ad esempio, in Canada rappresentano il 21,9% del totale e nel Regno Unito il 19,3%.

STUDENTI DA TUTTO IL MONDO

In base ai dati della China Association for International Education, la maggior parte degli studenti che scelgono la Cina proviene da Corea del Sud (17%), Stati Uniti (6%) e Tailandia (5%). Seguono India, Giappone, Pakistan e Russia, tutti con il 4%, Francia, Indonesia e Kazakistan, con il 3%, mentre il restante 48% degli studenti stranieri in Cina parte da molti altri Paesi del mondo. Una diversificazione che si è andata accentuando nel corso dell’ultimo decennio, come conferma il fatto che nel 2006 gli studenti coreani erano il doppio (35%), i giapponesi l’11% e gli americani il 7%. A loro si aggiungevano indiani, indonesiani, russi e tailandesi, tutti presenti con un una percentuale pari al 3%, francesi e pakistani pari al 2% e l’1% di kazaki, mentre dagli altri Paesi del mondo arrivavano meno di un terzo degli studenti stranieri in Cina.

LE CITTÀ PRESCELTE

Con l’aumento del numero di studenti stranieri e la diversificazione dei loro Paesi di origine, si sono anche ampliati i loro orizzonti sulla scelta della città cinese in cui studiare. Se nel 2006 quasi la metà degli studenti optava per Pechino o Shanghai, oggi questa percentuale è scesa al 32%. Anche se le due megalopoli accolgono oltre 50mila studenti internazionali ciascuna, i restanti due terzi volano verso altre destinazioni, preferendole alla capitale e alla metropoli più nota. Complice la rapida urbanizzazione degli ultimi anni e lo sviluppo di numerose città in tutto il territorio cinese, infatti, le opzioni per gli studenti stranieri si sono moltiplicate. Come rileva la China Association for International Education, sono tredici le città e province che ospitano più di 10mila studenti internazionali. In particolare, oltre alle cifre record di Pechino e Shanghai, Liaoning, Tianjin, Jiangsu, Zhejiang e Guangdong ne contano tra i 20mila e i 50mila, mentre Heilongjiang, Shandong, Hubei, Fujian, Guangxi e Yunnan tra i 10mila e i 20mila.

IL TITOLO DI STUDIO

Attualmente la maggior parte degli studenti stranieri che arrivano in Cina per studiare non sono ancora laureati, ben il 71%. Solo il 21%, infatti, sceglie la Cina per gli studi post-laurea e appena l’8% per il dottorato. Ma tutto sembra indicare un futuro cambio di rotta. Considerando, infatti, le percentuali di crescita nel decennio 2006-2015, anche se l’aumento di studenti non laureati è stato comunque cospicuo, passando da 46.216 a 131.227, pari al 184% in più, quello di chi ha scelto la Cina per il dottorato è stato più del doppio, con un incremento del 437%, e ancora più forte quello di coloro che hanno scelto di seguire lì i corsi post laurea (+557%).

LE POLITICHE GOVENATIVE

Questa tendenza che ha visto un incremento costante nel corso dell’ultimo decennio riflette il parallelo aumento del numero delle università cinesi entrate nelle classifiche internazionali, tradottosi in una maggiore reputazione e fiducia nella preparazione offerta dagli atenei cinesi, che attraggono così più studenti internazionali. Un circolo virtuoso per innescare il quale il governo cinese si è fortemente impegnato. Oltre a migliorare qualitativamente il livello dell’istruzione offerta a livello superiore, ha anche garantito agli studenti stranieri un crescente sostegno finanziario. Nel 2015 sono state erogate 40.600 borse di studio. Questo significa che circa il 40% di coloro che sono andati in Cina ne hanno ottenuta una. Inoltre, per promuovere l’arrivo di studenti internazionali, nel corso degli anni la Cina ha anche ratificato accordi di mutuo riconoscimento dei titoli di studio con gli altri Paesi. Oggi se ne contano 59.  

Da Cina in Italia di novembre 2016