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Far rinascere i mestieri tradizionali

2017年03月29日 20:39 fonte:  autore: Marta Cardellini
foto: China News Service


Fra gli altri ci sono l’arte della tessitura Yujin di Nanchino, la carta Xuan che viene realizzata ancora a mano da poche persone di Jing nell’Anhui e le varie tradizioni di artigianato locale: un patrimonio da tramandare e da far rinascere per raccontare la storia di un paese.

 

La Cina ha deciso di investire nella tutela del proprio patrimonio, incluso quello che comprende i mestieri tradizionali, ovvero l’artigianato locale. Nei giorni scorsi è stato pubblicato un documento ufficiale secondo cui entro il 2020 il paese dovrà avere un sostanziale arricchimento nell’eredità dei mestieri e delle arti tradizionali. Il primo passo sarà istituire un catalogo nazionale completo e riuscire ad incrementare il numero dei successori di tale eredità, il secondo invece trasformare l’artigianato etnico e locale in un business vero e proprio. L’incoraggiamento più grande, secondo quanto si legge, sarà per i lavoratori migranti affinché tornino a sviluppare l’artigianato locale e un’industria culturale innovativa. Accanto a questo prenderanno il via corsi universitari e seminari dedicati a queste materie.  

Fra il tanto artigianato che la Cina possiede, ad oggi circa 30 mestieri tradizionali fanno parte della lista del patrimonio Unesco e molti sono a rischio estinzione. Ci sono l’Opera di Pechino iscritta nel 2010, l’agopuntura e la moxibustione della medicina tradizionale cinese iscritte sempre nello stesso anno, la tecnica tessile del gruppo etnico Li della provincia di Hainan, il design e le modalità di costruzione dei ponti di legno ad archila sericoltura e l’artigianato della seta, tutti nel 2009. E ancora la calligrafial’arte del ritaglio della cartala musica a percussione e vento di Xi’an.

Da ricordare inoltre l’arte del broccato Yunjin di Nanchino (2009) e l’arte della carta Xuan (2009). Per la prima si tratta di una tecnica tradizionale cinese di tessitura con circa 1600 anni di storia e che ancora oggi viene trasmessa oralmente dagli artigiani durante il lavoro al telaio recitando delle ballate per memorizzare i passaggi della filatura; veniva inizialmente utilizzata per materiali pregiati e speciali come la seta, l’oro e il filo delle piume di pavone. La seconda riguarda la fabbricazione artigianale della famosa carta Xuan, nella zona della contea di Jing in Anhui, le cui origini risalgono alla dinastia Tang (618-907). Morbida e sottile è realizzata a mano dalla dura corteccia del Pteroceltis tatarinowii o albero di sandalo blu ed è pregiata per la sua forte superficie liscia, la capacità di assorbire acqua, inumidire l’inchiostro e piegarsi innumerevoli volte senza rompersi. È stata amata e ampiamente utilizzata in calligrafia, pittura e stampa di libri. Il processo della sua lavorazione viene tuttora tramandato oralmente di generazione in generazione, una tradizione mantenuta viva solo da una manciata di persone della zona.