La posizione corrente:Home > Scambi italo-cinesi

Taste Italy, vino italiano in Cina

2017年03月30日 18:54 fonte:ufficio stampa Ispropress  autore: Marta Cardellini
ufficio stampa Business strategies Ispropress


Il vino italiano entra in Cina, e non solo nelle città più famose. Ad accogliere la rappresentanza italiana formata da oltre 500 etichette enologiche sono state le città di Hefei, Hangzhou e Xiamen.

 

Si sta svolgendo in questi giorni, dal 27 fino al 30 marzo, Taste Italy il China Roadshow organizzato da Business strategies che per questa prima edizione 2017 è arrivato nelle città di Hefei, Hangzhou e Xiamen. La maratona promozionale era iniziata nel 2016 a Xi’An, Wuhan e Changsha ottenendo grande successo fra i distributori e importatori cinesi, da sempre con la passione e l’interesse per il panorama enologico dell’Italia. Imparare a conoscere il vino italiano e le sue caratteristiche per i cinesi, oltre che una moda, è una porta di accesso nello stesso mercato interno del paese: è sempre di più il pubblico interessato ad acquistare i prodotti vinicoli italiani, e se c’è insieme la garanzia di un’azienda cinese è ancora meglio.

A questa edizione sono state oltre 120 quelle che hanno partecipato, la missione si chiuderà con una  media e buyer dinner all’Hotel Shangri-La di Shanghai. Silvana Ballotta, ceo di Business strategies ha spiegato che: «Le città di secondo livello rappresentano una porta di accesso strategica al mercato cinese, l’area oggetto del Roadshow – che comunque somma oltre 14 milioni di abitanti e un  reddito pro-capite superiore alla media – è infatti ritenuta più ‘conquistabile’ rispetto alle grandi città di primo livello come Shanghai  e Pechino».

Business strategies è una società fiorentina impegnata in percorsi di sviluppo delle piccole e medie imprese dei settori dell’agroalimentare e del lusso made in Italy sui mercati esteri. Le 500 aziende enologiche assistite da Business Strategies, che rappresentano tutte le regioni italiane, producono complessivamente oltre 100 milioni di bottiglie all’anno e esportano il 70% nei principali mercati stranieri