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Leggenda e tradizioni di Qingming

2017年04月04日 15:48 fonte:Cina in Italia  autore: Lea Vendramel

 

Oggi in Cina si celebra la festa dedicata ai defunti, che affonda le proprie origini nella storia che ha per protagonisti Chong Er e il suo servitore Jie Zitui. Pulire le tombe e offrire sacrifici ai propri cari scomparsi è un’usanza ancora diffusa. Ma la festa è anche l’occasione per gite ed escursioni

 

Il quindicesimo giorno dopo l’equinozio di primavera in Cina si celebra la Festa di Qingming. La festa della pura luminosità, questo significa il suo nome, è il giorno che i cinesi dedicano ai defunti e alla pulitura delle loro tombe, ma è anche un momento per festeggiare la primavera, visto che coincide con il periodo dell’anno in cui si alzano le temperature, aumentano le precipitazioni, la natura si risveglia e le attività agricole si svolgono a pieno ritmo. Quest’anno cade il 4 aprile.

La leggenda

L’origine di questa importante festa tradizionale è fatta risalire alla storia che ha per protagonisti Chong Er e Jie Zitui, raccontata nello Zuo Zhuan, opera storica cinese redatta in forma narrativa che narra quasi tutto il Periodo delle Primavere e degli Autunni (770-476 a.C.). Secondo il testo, il principe ereditario dello Stato di Jin, Chong Er, vissuto nel VII secolo a.C., fu cacciato dalla concubina preferita di suo padre. Visse in esilio per quasi vent’anni, con i pochi uomini che gli restarono fedeli e in condizioni di estrema povertà. Arrivò a rischiare di morire di fame, ma proprio uno dei suoi uomini, Jie Zitui, gli salvò la vita, tagliandosi un pezzo di coscia e utilizzandolo per preparare una zuppa per lui. Un gesto che colpì profondamente Chong Er, il quale promise al suo servitore una ricompensa, nonostante quest’ultimo fosse interessato esclusivamente al fatto che lo Stato di Jin potesse avere un re puro e luminoso.

Quando Chong Er divenne re si preoccupò di ricompensare chi gli era rimasto vicino in quegli anni, ma anche chi prima lo aveva abbandonato ma poi era tornato ad essergli fedele. In un primo momento, però, dimenticò la ricompensa promessa a Jie Zitui. Non appena si ricordò di lui, lo mandò a cercare. Una ricerca vana perché nel frattempo Jie si era trasferito con sua madre nel nordest della Cina, nelle foreste del monte Mian. Chong Er non si rassegnò e decise di recarsi personalmente a cercare il suo servitore di un tempo. Tentativo che non diede i risultati sperati.

Non sapendo come trovarlo, il re, su consiglio di un ministro, diede fuoco a tre lati della montagna pensando così di costringere Jie a uscire. Le fiamme continuarono ad ardere per tre giorni, ma servirono solo a far trovare il corpo senza vita di Jie. Appoggiato a un grande salice, aveva lasciato una scritta con il sangue, in cui ricordava di essersi tagliato la carne per soccorrere Chong Er, desiderando solo di poter avere un re puro e luminoso. Parole che colpirono molto Chong Er, il quale piangendo promise che si sarebbe impegnato ad essere tale. Fece seppellire Jie sotto il salice e ordinò che quel giorno non si potesse accendere il fuoco. La giornata venne, quindi, denominata Hanshi, giorno del cibo freddo, perché senza fuoco si potevano mangiare solo alimenti freddi.

L’anno seguente il re tornò a far visita alla tomba e si trovò davanti un albero rigoglioso, nonostante l’incendio che lo aveva colpito l’anno precedente. Confortato da questo e ricordando la parola qingming, puro e luminoso, che Jie aveva scritto nel suo messaggio, ribattezzò quella giornata proprio Qingming, giorno puro e luminoso, stabilendo che si sarebbe celebrata il giorno successivo a quella del cibo freddo. Da allora la ricorrenza divenne l’occasione per i cinesi per ricordare gli antenati e visitare le loro tombe. Con il tempo le due ricorrenze, Qingming e Hanshi, furono unite.

Le tradizioni

L’usanza di pulire le tombe in occasione della Festa di Qingming è stata tramandata fino a oggi. Si tolgono le erbacce, si offrono cibi e bevande, si bruciano incenso e soldi di carta, si depongono dei fiori. In passato si appendevano anche a cancelli e porte dei rami di salice, che avevano la funzione di cacciare gli spiriti maligni.

Solitamente la visita alle tombe è combinata con gite ed escursioni in famiglia, che diventano così l’occasione per celebrare anche la primavera. Attività tipica poi è quella di far volare gli aquiloni, a cui viene tagliata la corda, gesto considerato di buon auspicio.

Da Cina in Italia di aprile 2017