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Progetto pilota per il design di 20 città cinesi

2017年04月05日 17:50 fonte:  autore: Marta Cardellini
Foto: China News Service/Fang Dongxu


La città cinese cambia faccia e cerca l’originalità abbinata alla valorizzazione del suo patrimonio storico. E’ in arrivo un piano della durata di due anni per trasformare con modelli innovativi anche una grande metropoli come Pechino.

 

Identità culturale, storia e sviluppo sostenibile sono i tre aspetti che la Cina sta prendendo in considerazione nel nuovo piano di design che riguarda ben 20 città del paese e che, approvato nei mesi scorsi e rilasciato dal Ministero delle abitazioni e dello sviluppo urbano, mira a promuovere dei progetti unici valorizzando le caratteristiche specifiche delle città. Nel piano si legge che: «La Cina ha un gran numero di città diverse, ma molte di loro non hanno abbastanza esperienza nel design urbano». L’idea è quindi di realizzare dei lavori innovativi che siano in linea con l’ambiente e la storia locale,  evitando così che le città risultino tutte identiche nel loro sviluppo urbano. Il progetto incoraggia l’uso di nuove tecnologie e sperimentazioni, pur tenendo conto del layout storico di ognuna. Fra le città più note in lista per il “restyling” ci sono: Pechino con 21,5 milioni di abitanti, Nanchino nel Jiangsu con oltre 8 milioni, Qingdao nello Shandong a quota 9 milioni nel 2014, Harbin in Heilongjiang con 10 milioni, Changchun nella provincia di Jilin con 7 milioni, Dongying nello Shandong con oltre 2 milioni e Suzhou nel Jiangsu con 10, 5 miloni nel 2013.

Ad incidere sullo sfondo di questo progetto ci sono sicuramente le grandi questioni che il paese sta affrontando, ovvero l’aumento della popolazione nelle aree urbane e l’inquinamento. A questo si somma poi la crescente voglia di innovazione e apertura, se fino ad oggi le città cinesi sono state caratterizzate dai grandi palazzi in cemento l’uno copia dell’altro il futuro dovrà riservare più originalità e design.