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Donald Trump e le relazioni tra Cina e Stati Uniti

2017年04月06日 16:11 fonte:Cina in Italia  autore: Xu Fangqing
Donald Trump. Foto IC

 

Dopo essere entrato in scena, Trump può aver detto cose che ci hanno lasciato a bocca aperta, ad esempio quando ha parlato della questione di Taiwan, o che ci hanno sorpreso piacevolmente, come quando ha dichiarato che il modello di sviluppo della Cina è buono, anche se ciò non vuol dire che sia a favore della Cina o del Pcc

 

Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti, superando le aspettative di molte persone e in effetti c’è stata una certa casualità nell’evento. Faceva parte del Partito democratico, non è affatto un repubblicano conservatore, con lo slogan Make America Great Again (Rendere l’America di nuovo grande) ha rotto la tradizione su ogni aspetto e alle elezioni americane del 2016 è stato lui a ridere per ultimo.

Dalla campagna elettorale ad oggi, Trump ha mostrato l’immagine di una nuova forza politica, difficile dire se possa diventare anche una forza politica con un grande potere di controllo. Il neo presidente deve provare che è in grado di giocare il nuovo ruolo di “buon costruttore”, deve comportarsi secondo il principio autorevole del check and balance stabilito dalla Costituzione americana, deve superare i problemi del comportamento scorretto e dell’eccessivo gusto nel fare spettacolo, non può fare come vuole.

Riguardo alla politica del governo Trump nei confronti della Cina, piuttosto che porre l’attenzione su ogni parola, bisogna invece considerare seriamente quale sia la tipologia di relazione tra le due potenze di cui la Cina alla fine necessita e come, attraverso un grande sforzo, dare forma a una relazione Cina-Usa che sia in accordo con gli interessi a lungo termine di entrambe le parti.

Il margine di contrattazione nei rapporti commerciali

Dal mio punto di vista, dopo che l'entrata in scena di Trump, le relazioni Cina-Usa entreranno in una “nuova normalità”. In passato più volte ho affermato che le relazioni Cina-Usa riguardano due ordini: uno è l’ordine della politica interna della leadership del Partito comunista cinese, l’altro è l’ordine internazionale del leader americano e il secondo costituisce una frontiera difficile da oltrepassare. Da un lato, gli Stati Uniti non sono soddisfatti dell’ordine interno cinese della leadership del Pcc, dall’altro nemmeno la Cina è soddisfatta dell’ordine internazionale del leader americano. Le due parti non si fidano l’una dell’altra, sospettano l’una dell’altra. La via di uscita per le nuove tipologie di relazioni tra grandi potenze come quella Cina-Usa sta nel rispetto reciproco.

Ma riguardo alla scelta della squadra di governo, Trump prima di tutto doveva considerare di placare e ripagare alcune persone che lo avevano sostenuto e aiutato durante la campagna elettorale, dopotutto secondo lui il grado di lealtà dei membri di una squadra è molto importante. Sulla questione commerciale, Trump di sicuro vuole esercitare pressione sulla Cina, ma l’obiettivo è anche quello di risollevare l’economia americana e non attaccare nello specifico la Cina. Attualmente si pensa che Trump sia il tycoon del real estate, pone attenzione agli interessi reali, inoltre ha scoperto che anche la Cina vi pone attenzione, di conseguenza potrebbe entrare in contatto con essa in maniera ancor più concreta. Questa opinione non è immotivata, ma bisogna prestare attenzione a due punti: primo, entrando in scena, Trump ha riflettuto l’ondata crescente di populismo interna al Paese, di conseguenza osservando la sua politica estera non si può solo guardare al suo carattere individuale; secondo, le parole e azioni di Trump potrebbero essere distaccate dagli interessi reali degli Stati Uniti. Attualmente, il contesto politico e sociale degli Usa forse non è molto vantaggioso rispetto alla Cina, ad esempio l’economia interna americana è in recessione e lui potrebbe incolpare di questo la Cina. Allora forse dovremmo promuovere la cooperazione tra le due potenze, influire sul contesto sociale americano e far sì che gli investimenti cinesi in Usa portino a una ripresa dell’economia americana, aumentando l’occupazione e permettendo così un miglioramento della situazione economica.

Come lottare per i rispettivi interessi

Non solo per comprendere Trump, ma anche per comprendere il rapporto tra Cina e Stati Uniti, per i cinesi in genere è più facile immaginare partendo dalla loro esperienza politica. D’altra parte, anche gli americani spesso osservano la politica e la società cinese partendo dall’esperienza del loro Paese. Prima di tutto, secondo i cinesi, conoscere gli Stati Uniti non è per niente facile. Perché rappresentano una società molto complessa e variegata. C’è un altro problema, ai cinesi piace determinare la natura delle relazioni sino-americane, una volta stabilito questo discutono di questioni specifiche. Gli americani invece sono l’opposto, a loro per prima cosa piace discutere nel concreto per risolvere un determinato problema. Nella gestione delle relazioni Cina-Usa ognuna delle due parti vuole servire gli interessi della propria nazione, ciò è indiscutibile. Ma per dirlo senza mezzi termini, tra i due Paesi c’è una differenza ancor più grande: la Cina dà maggiore importanza alla forma, gli Stati Uniti ai risultati. Ad esempio, la Cina ha detto che i due Paesi dovrebbero «rispettare i reciproci interessi fondamentali» e gli americani in un primo momento lo hanno accettato, perché all’epoca entrambi approvavano che Taiwan e il Tibet fossero gli interessi centrali della Cina, ora invece hanno scoperto che la Cina definisce come interessi fondamentali anche le isole Diaoyu e il Mar Cinese Meridionale e ritengono che i cinesi li abbiano inseriti in maniera sleale, di conseguenza ora non sono d’accordo ad accettare questi “giochetti”. Il fatto che Trump e Tsai Ing-wen (la presidente di Taiwan, Ndt) abbiano comunicato per telefono, dal mio punto di vista, potrebbe essere una mossa per utilizzare Taiwan come carta da giocare o potrebbe essere un modo per il leader americano di mettersi in mostra.

In Cina competizione, ma non lotta all’ultimo sangue

Per quanto riguarda l’aspetto della conoscenza del rapporto tra Cina e Stati Uniti, si può dire che le differenze tra i due Paesi siano profonde. Gli americani pensano che nel mondo ci siano importanti problemi che vanno risolti urgentemente e che la relazione Cina-Usa sia uno di questi, ma di sicuro non il più urgente.

Oggi vi sono molti connazionali preoccupati, ritengono che gli americani si sentano ansiosi riguardo al fatto che la potenza economica cinese stia superando quella americana e non vogliano perdere il loro primato mondiale. Io nello specifico presto attenzione all’opinione di Trump sulla questione della contrapposizione fra le due potenze, lui ritiene che la sfida della Cina nei confronti degli Stati Uniti sia principalmente sul piano economico, a lui non preoccupa che la Cina possa o meno superare gli Usa sui dati del Pil totale, ma piuttosto che i cosiddetti cinesi possano rubare agli Usa i diritti di proprietà intellettuale, ostacolando lo sviluppo dell’industria manifatturiera americana e sottraendo il lavoro agli americani. I cinesi ritengono che gli Stati Uniti vogliano frenare la Cina, fare pressione su di essa, muovere gli altri Paesi del mondo contro la Cina. Se si pensa questo, il rapporto Cina-Usa non vedrà sviluppo e risolvere questi problemi non sarà più necessario.

Certo non si può negare che all’interno dell’assetto politico statunitense ci siano alcune personalità di rilievo le quali ritengono che la Cina rappresenti una minaccia strategica per gli Stati Uniti, ad esempio le forze armate, per il problema delle spedizioni militari, potrebbero contribuire a rafforzare l’idea della minaccia cinese, se dicessero che le portaerei e i missili cinesi sono più distruttivi non sappiamo come gli Usa potrebbero reagire. C’è da dire anche che gli americani hanno sempre avuto pregiudizi e perfino ostilità nei confronti del Partito comunista.

In questa situazione, possiamo decidere se lavorare per cambiare lo scenario politico statunitense, piuttosto che giungere subito alla conclusione che gli Usa considerino la Cina la più grande minaccia. Gli americani di certo sperano che in Cina avvenga un grande cambiamento politico, ma esiste un sistema politico cinese, si può solo accettare e discutere con essa di questioni concrete. Dopo la riforma e apertura della Cina al mondo esterno, per alcune generazioni i leader, nel gestire i rapporti con gli Usa, non hanno mai vacillato su una cosa, che il rapporto Cina-Usa sia uno dei più importanti nell’ambito degli affari esteri cinesi. Come disse Deng Xiaoping, «le relazioni sino-americane potranno solo migliorare».

Il sistema politico e il background culturale delle due nazioni sono differenti, esistono degli ostacoli e delle barriere non facili da superare, questa è la realtà, ma ciò non vuol dire affatto che Cina e Stati Uniti debbano farsi guerra. I due Paesi oggi possono comprendere reciprocamente tali differenze, inoltre i rispettivi leader sono consapevoli dei danni reciproci di un eventuale antagonismo tra i due, così come degli enormi vantaggi e benefici per lo sviluppo di entrambi che invece può portare la cooperazione reciproca.

Traduzione D. Baranello

Da Cina in Italia di marzo 2017