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La leggenda del cinese di giada

2017年04月07日 17:06 fonte:Cina in Italia  autore: Lea Vendramel

 

Quattro amici italiani, la comune passione per la cucina cinese e un canale Youtube con i divertenti video delle loro cene nei ristoranti cinesi di Roma. È il progetto di Francesco, Giulia, Gladio e Ludovica, decisi a scoprire il miglior ristorante cinese della capitale

 

Tra gli italiani che frequentano abitualmente i ristoranti cinesi, chi almeno una volta, parlando tra amici, non ha detto di conoscere il ristorante cinese migliore della città in cui vive? «Io vado sempre a mangiare lì, è il ristorante cinese più buono che c’è, non è come tutti gli altri, si mangia benissimo», afferma di solito con orgoglio e tono esperto l’intenditore di cibo cinese rivolto all’amico a cui magari di andare a mangiare cinese non è mai passato per la testa. E la cosa strana è che quando capita che si incontrino due consumatori assidui di cucina cinese i loro pareri su quale sia il ristorante migliore non coincidono mai. A Roma, quattro ragazzi, Francesco, Giulia, Gladio e Ludovica, da qualche mese stanno tentando di svelare l’arcano e scoprire quale sia davvero il miglior ristorante cinese della capitale, «il leggendario cinese di giada», come lo definiscono loro. Amici da tempo, accomunati dalla passione per la cucina cinese, hanno deciso di lanciarsi in questa avventura che si può seguire sul canale Youtube La leggenda del cinese di giada, dove caricano i video in cui recensiscono i ristoranti in cui mangiano.

Sono partiti perlustrando i ristoranti cinesi del quartiere Esquilino, dove la presenza dei cinesi è più massiccia, ma sono decisi ad esplorare anche i locali presenti in altri quartieri romani. A volte scelgono locali che già conoscono, altre volte seguono i consigli di amici e conoscenti e altre ancora vanno alla scoperta di posti nuovi individuati quasi per caso. Ordinano un po’ di tutto, dai grandi classici della cucina cinese, come i ravioli al vapore e gli involtini primavera, ai piatti più particolari e meno conosciuti. E documentano tutto con una reflex. Dall’insegna al conto, passando per l’arredamento, il menù e le tovaglie, nulla sfugge al loro obiettivo e ai loro commenti ironici e divertenti. Nei video, niente tecnicismi o critiche da gourmet, ma tanta spontaneità e goliardia, proprio come succede in una serata passata al ristorante tra amici. Un’allegria contagiosa, che ritroviamo anche quando li incontriamo in un pomeriggio di inizio febbraio nel cuore dell’Equilino per parlare del loro progetto.

IL CANALE YOUTUBE

L’idea è nata qualche mese fa. Francesco, operatore video, nato e cresciuto all’Esquilino, dove vive tuttora, è sempre stato affascinato dalle atmosfere caratteristiche del quartiere che ha avuto un ruolo determinante nel suo percorso di crescita. «Ci sono degli angoli con atmosfere e realtà molto particolari legate alla Cina – ci racconta –. Inizialmente avevo pensato di realizzare un video in cui riprendere i diversi ristoranti cinesi e i vari aspetti legati alla Cina che si trovano nel mio quartiere, ma poi parlandone con Giulia abbiamo pensato di fare qualcosa di diverso, partendo dalla nostra passione per il cibo cinese». Infatti, prosegue l’amica, studentessa di scenografia che gestisce anche dei bed&breakfast nella capitale, «andando spesso al ristorante cinese, ci è venuta l’idea di realizzare una rubrica video in cui recensire i locali in cui andiamo, in modo spiritoso e divertente». Anche Gladio, biologo alla ricerca di un dottorato, conferma la sua assidua frequentazione dei ristoranti cinesi. «In uno dei video che abbiamo realizzato in un ristorante suggerito da me a cui sono particolarmente legato – racconta – c’è una piccola parentesi comica in cui ammetto che c’è stato un periodo in cui andavo a mangiare spesso lì, anche da solo, mi prendevo un riso e poi me ne tornavo a casa, era diventata quasi un’abitudine».

RISTORANTI E MENÙ

I ristoranti da recensire, quindi, li scelgono «con il cuore», spiega Giulia, stando però «attenti anche all’atmosfera che li caratterizza –aggiunge Francesco – non devono essere per forza belli o troppo curati, anzi siamo attratti molto dall’atmosfera un po’ decadente», perché, sottolinea Gladio, «il ristorante deve avere qualcosa di più rispetto al ristorante a cui di solito siamo abituati, o per la sua atmosfera un po’ particolare oppure per la proposta di piatti autentici e tipici, è una cosa di cui teniamo conto al momento di scegliere il ristorante da recensire, cercando di alternare luoghi più casalinghi a posti con proposte più ricercate». Sono consapevoli, infatti, che nonostante la presenza della cucina cinese sia massiccia e le proposte disparate, solitamente gli italiani si limitano a ordinare i piatti che conoscono, come involtini primavera, riso alla cantonese e pollo alle mandorle, mentre i quattro amici decisi a scoprire La leggenda del cinese di giada vogliono scovare i piatti più particolari e i sapori più autentici della cucina cinese.

Una volta scelto il ristorante, quindi, si siedono a tavola e decidono cosa ordinare. «A me piace di tutto, a cominciare dalle zuppe che sono spesso bistrattate», racconta Francesco, che ha però un debole per «il riso speciale che fanno al ristorante Piccola Hong Kong, in zona Manzoni, un piccolo locale che noi affettuosamente chiamiamo la “bettola”, il loro riso speciale, fritto, con gamberi e carne, è sicuramente il mio piatto preferito». Giulia e Gladio, invece, amano particolarmente i ravioli al vapore e, in ogni ristorante in cui vanno, non possono mancare. «Il raviolo, che sia di carne o di gamberi, determina il mio giudizio sul ristorante – ci svela Giulia – se non è buono, il ristorante è bocciato». Ravioli a parte, però, Gladio ama molto sperimentare cose nuove, i piatti sconosciuti e le specialità del posto. L’importante è che non siano a base di tofu. «Proprio non lo tollero», ammette, ricordando che una volta un suo amico molto esperto di lingua e cultura cinese gli ha consigliato di ordinare le uova fermentate nella soia, ma ha poi scoperto che erano servite proprio con il tofu e, nonostante «quelle uova fossero molto interessanti», il tofu non è riuscito proprio a mandarlo giù.

CIBI SCONOSCIUTI

Tofu a parte, sono pronti ad assaggiare di tutto. «Almeno fino a quando il fegato ci assiste», scherza Francesco. In effetti, conferma Giulia, «ogni puntata è anche una prova fisica, visto che ordiniamo una grande quantità di cibo». Cibo che non sempre li soddisfa pienamente. «Ad esempio, in un ristorante in cui siamo stati, hanno due menù, uno dedicato agli occidentali e uno per i cinesi, ma mentre quest’ultimo è pieno di cose buonissime e molto tradizionali, i piatti rivisitati per gli italiani non sono proprio dei migliori», ammette senza giri di parole Francesco. Si tratta di un ristorante dove sono capitati per caso, senza nome e senza insegna. Ma non basta di certo qualche piatto indigesto a fermare la loro ricerca del leggendario cinese di giada. Lo dimostra chiaramente uno degli ultimi video caricati sul canale Youtube, in cui si sono avventurati nel variegato e misterioso mondo degli snack cinesi. Ne hanno comprati di tutti i tipi in un supermercato dell’Esquilino, in molti casi non avendo la minima idea di quello che stavano per mangiare. E la conclusione è stata che «non ci piacciono molto», dice Francesco ridendo. «Alcune cose non erano intellegibili né dal punto di vista visivo né da quello gustativo – conferma Gladio divertito – di sicuro il fritto domina e hanno delle idee che a noi possono sembrare stravaganti, come snack a base di alghe e cose che noi non penseremmo mai che potrebbero essere trasformate in uno snack e mangiate a merenda».

LA LUNGA STRADA DEL CINESE DI GIADA

L’avventura di Francesco, Giulia, Gladio e Ludovica è solo all’inizio. Ma i quattro amici sono decisi ad arricchire il loro canale Youtube, desiderosi di coinvolgere anche altri appassionati di cucina cinese come loro e curiosi di sapere che cosa pensano di questo progetto. «La strada per trovare il vero cinese di giada è molto lunga, non sappiamo se e quando lo troveremo – ci confida Gladio prima di salutarci – ma anche se non lo troveremo, c’è chi dice che il viaggio è più importante della meta, quindi intanto ci siamo imbarcati in questa epica avventura, anche se non sappiamo dove ci porterà». 

Da Cina in Italia di marzo 2017