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“Unbounded”, arte contemporanea a Mantova

2017年04月07日 21:37 fonte:Casa del Mantegna a Mantova  autore: Marta Cardellini
Foto: Culturalia comunicazione


La continuità nel tempo e nello spazio di due culture, quella italiana rappresentata dalla cornice della Casa del Mantegna e quella cinese di cui si fanno portavoce i 10 artisti in mostra.

 

L’arte contemporanea cinese fa il suo ingresso nella cornice unica della Casa del Mantegna a Mantova, con una mostra inaugurata lo scorso 29 marzo e aperta fino al 1º maggio a cura di Zhu Tong ed Eleonora Battiston con il coordinamento di Simona Gavioli.

无界 Unbounded” presenta, attraverso le opere di 10 artisti cinesi, il dialogo fra due tradizioni legate dal profondo rapporto con il passato, come quella pittorica di Mantova e quella della Cina, paese anch’esso fortemente influenzato dalle proprie origini. «L'incontro con la Cina converge innanzitutto nella scelta del titolo della mostra, che fa direttamente riferimento all'originale volumetria cubica della Casa del Mantegna (eretta a partire dal 1476), dissimile da ogni altro cortile del Rinascimento. Al suo interno si trova, infatti, un cortile cilindrico, sobrio e di austera eleganza, che allude alla simbologia del divino (il cerchio iscritto nel quadrato), rimandando allo spirito ricettivo dell'artista , una dimensione che è anche sottilmente suggerita dal motto Ab Olympo iscritto sopra uno dei portali del cortile e dal fatto che l'intera costruzione sembra ruotare intorno a questo nucleo rotondo. Da qui, il titolo suggestivo 无界Unbounded - illimitato, sconfinato, infinito - inteso come continuità nel tempo e nello spazio, così come il cerchio rappresenta un ciclo senza fine» spiegano i curatori della mostra.

Il primo gruppo presenta gli artisti nati negli anni Cinquanta-Sessanta, che hanno vissuto la Rivoluzione Culturale: Zhou Chunya (1955), Tan Ping (1960), Fang Lijun (1963) e Luo Quanmu (1965). Essi s'ispirano a stili occidentali, come l'arte astratta o l'arte Pop, e sono i primi a essere stati esposti nelle mostre internazionali di arte cinese. Tra di essi, i più famosi all'estero sono sicuramente Zhou Chunya, con i suoi tipici "cani verdi", e Fang Lijun, conosciuto per i suoi molteplici autoritratti.

Seguono gli artisti nati negli anni Settanta ed emersi all'inizio di questo millennio: Ma Ke (1970), Li Changlong (1975) e Chen Ke (1978). Si tratta di quegli artisti ancora giovani, catapultati nel pieno del boom economico cinese in un turbine di mostre, fiere ed eventi in giro per il mondo. Essi lavorano per creare uno stile tutto proprio, svincolato da una connotazione totalmente locale e sono apprezzati e rappresentati da gallerie internazionali, come la Platform China (Ma Ke) e la francese Perrotin (Chen Ke).

L'ultimo gruppo include tre giovanissimi artisti nati negli anni Ottanta, Bian Qing (1983), Cai Lei (1983) e Man Ling (1989), a cui è affidato il futuro della pittura cinese, in bilico tra tradizione e innovazione.

Gli artisti: Bian Qing, Cai Lei, Chen Ke, Fang Lijun, Li Changlong, Luo Quanmu, Ma Ke, Ma Lingli, Tan Ping, Zhou Chunya.