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"E adesso?" racconta una società in crisi di valori

2017年04月14日 17:53 fonte:Cina in Italia  autore: Nino Azzarello

 

Il romanzo d’esordio di A Yi è attraversato da una vena pessimistica che indugia sull’insensatezza dell’esistenza umana, raccontando il crimine feroce e spietato commesso da un adolescente. Un libro da leggere tutto d’un fiato

  

Nella Cina contemporanea, avviata a diventare una superpotenza globale, la vita può non avere senso anche per un adolescente, quando la società non ha valori da offrire né promesse da mantenere. Quando tutto è permesso perché tutto è scontato e non sai che fartene della libertà. Il protagonista diciottenne di E adesso? di A Yi (Metropoli d’Asia, 128 pagine, 10 euro) svaligia la cassaforte della zia per procurarsi il denaro che gli serve per comprare gli strumenti con cui dar corso al suo piano criminale. Vuole uccidere qualcuno «per cui valga la pena» e sceglie la sua compagna Kong Jie, «una tenera fanciulla… fine porcellana… che emanava la fragranza degli alberi sotto la pioggia». L’attira in un’imboscata, la fa a pezzi infierendo sul suo cadavere con trentasette pugnalate, squarta il corpo e lo infila nella lavatrice a testa in giù, riempiendo del sangue metà del cestello. Poi inizia la fuga dando il via ad una caccia all’uomo piena di imprevisti. Alla fine decide di costituirsi e da quel momento iniziano l’interrogatorio e il processo. Il clou del dibattimento ruota intorno alla ricerca della motivazione. Che non c’è, o quanto meno c’è, ma è talmente improponibile e demenziale da urtare e offendere perfino le coscienze più efferate.

La scena del delitto è così raccapricciante che il medico legale, convocato in tribunale per deporre la perizia, si mette a piangere come una fontana e suscita l’indignazione degli astanti, inclusa la difesa. Tutti, tranne il protagonista che assiste indifferente al processo.

L’agente di custodia testimonia che, dietro le sbarre, i malviventi diventano miti come agnellini e supplicano di vedere la moglie e i genitori. L’imputato invece mantiene un atteggiamento distaccato come se la cosa non lo riguardasse. «La sua unica richiesta - dice l’agente - è stata un menù del Mc Donald’s». «Kentucky Fried Chicken», precisa l’imputato agitando le manette.

I vari interrogatori non fanno che confermare la ferocia inaudita e la spietatezza senza uguali dell’assassino, il quale manda sistematicamente a monte ogni strategia difensiva, lasciando il suo avvocato, e perfino il presidente del tribunale, nello sconcerto più totale.

La sentenza di secondo grado è arrivata, ma la trafila burocratica prenderà alcuni mesi, forse un anno. Lo fucileranno o forse opteranno per l’iniezione letale? «Èlo stesso, dice il protagonista, aspetto l’ultima cena. Troveranno il modo di giustificare il caso... Si inventeranno qualcosa per l’opinione pubblica, non si può divulgare la verità: che ho ucciso per giocare al gatto e al topo, spinto dalla noia».

E Adesso? è un libro che si legge tutto d’un fiato, una storia raccontata con una tecnica elettrizzante che non lascia respiro, in cui il crimine è rivelato all’inizio per dar posto alla ridda di dichiarazioni spiazzanti che ricordano l’assurdo di Kafka, il nichilismo di Camus e la corruzione morale di Dostoevskij. Il protagonista accusa una società dominata dal materialismo e dalla violenza gratuita e rivela scorci agghiaccianti della vita di provincia nella Cina di oggi. Ma serpeggia anche il sospetto che il delitto e la sua assurda motivazione siano frutto della mente malata di uno psicopatico. Il protagonista, sotto la spinta delle sue stesse esternazioni davanti ad un tribunale esasperato, se la prende con la società e i suoi mali, ma anche con la inevitabilità della fine. «E la vita? Diventeremo carcasse decrepite, privati anche della dignità di pulirci il culo, poi moriremo». L’autore indugia su questa vena pessimistica zigzagando tra crisi di valori e insensatezza dell’esistenza umana. Ma il taglio sprezzante e grottesco, quasi da parodia, sembra eccessivo, cosicché un sospetto di altra natura s’insinua nella mente del lettore, che la visione di una società senza scrupoli sia più efficace e credibile quando si usino i paradigmi di una scrittura narrativa abilissima, ma portata alle estreme conseguenze pur di far voltare pagina. Comunque sia, con questo suo primo romanzo, A Yi si è già conquistato un posto di tutto rispetto nel panorama della letteratura cinese contemporanea.

Da Cina in Italia di marzo 2017