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La mostra sui manifesti della propaganda maoista

2017年04月18日 02:07 fonte:Cina in Italia  autore: Valentina Mazzanti
Tempering Red Hearts in Stormy Waves. Foto Ufficio Stampa Hafnia Foundation

 

Fino al 23 aprile, presso il Museo di Roma in Trastevere, la mostra China: rivoluzione – evoluzione. Manifesti della Propaganda (1949 – 1983)

 

Il 1° ottobre del 1949, dopo aver sconfitto l’esercito del Guomindang, Mao Zedong sale al potere proclamando la nascita della Repubblica Popolare Cinese. Considerato il leader indiscusso, la sua politica mirava allo sviluppo di una nuova società i cui valori e fondamenti risiedevano nella classe contadina ed operaia, ritenute le fautrici e le beneficiarie della Rivoluzione di Mao. La letteratura , la pittura e tutte e le arti in generale divennero fondamentali strumenti di propaganda della diffusione delle linee guida maoiste. Ed è proprio in questo contesto che le direttive prese dal Grande Timoniere a Yenan nel maggio 1942, durante l’intervento alle discussioni su arte e letteratura, assumono un significato profondo: l’arte doveva riflettere scene di vita contadina e, cosa fondamentale, doveva essere al servizio della politica per lo sviluppo del socialismo. Doveva trasmettere positività e i contenuti dovevano veicolare gli ideali socialisti.

La mostra

I manifesti presentati dalla fondazione Hafnia al Museo di Roma in Trastevere ne sono uno splendido esempio. Un ricco simbolismo ripercorre le opere caratterizzate da colori vivaci, utilizzati proprio per accentuare e diffondere i momenti eroici della Rivoluzione. Si tratta di un realismo socialista quello che emerge dai manifesti, anche se realizzati in chiave più “romantica” rispetto a quelli russi. Le opere esposte, che siano originali acquerelli o copie stampate degli stessi, possiedono una duplice valenza: non rappresentano solo una mera visione degli ideali maoisti, ma mostrano anche l’evidente talento dei pittori dell’epoca.

«La mostra è molto bella, nuova nel suo genere, ed è una mostra che richiede molta lentezza nell’osservazione perché i particolari di ogni manifesto sono incredibili, coloratissimi e ricchi di simbolismo», ha dichiarato a Cina in Italia il curatore della mostra, Massimo Scaringella, spiegando che «i manifesti sono in totale 84, organizzati per tematiche: la donna, l’educazione, l’industria, la figura di Mao, l’internazionalismo e gli acquerelli. Molti dei manifesti sono gli acquerelli originali che rappresentavano poi i modelli per la stampa dei manifesti stessi».

Fanno da cornice ai manifesti i ritratti in ceramica di Mao realizzati dall’artista americano Stevens Vaughn, proprietario di tutti i manifesti esposti, che vive da trent’anni in Cina.

La collezione

Stevens Vaughn, insieme a Rodney Cone, due dei tre direttori della fondazione Hafnia, hanno iniziato già negli anni Novanta a collezionare manifesti che, con il processo di modernizzazione e svecchiamento della Cina, stavano scomparendo. Si sono recati nelle varie case dei cittadini cinesi cercando di acquistare alcuni degli ultimi esemplari rimasti. E oggi, degli 89 manifesti della collezione, nella mostra se ne possono trovare esposti ben 84.

Come si evince dal catalogo della mostra, vari sono i soggetti delle opere intrinseche di significato: soldati rappresentati sorridenti in mezzo a donne e bambini – questi ultimi ritratti spesso in carne proprio per marcare il benessere della nuova società socialista – oppure  Mao con la faccia dal tipico colore arancio, simbolo di bontà e purezza, ritratto in mezzo ai contadini o operai, ma anche soldati ritratti sorridenti insieme ai bambini innocenti, o ancora le donne ritratte in atti di eroismo insieme agli uomini, simbolo di uguaglianza e della parità dei sessi della “nuova” donna moderna.

Hafnia Foundation

La Fondazione Hafnia è impegnata dal 2000 nella raccolta e conservazione dell’arte di tutto il mondo, riunendo artisti con background differenti ed esplorando così la diversità culturale di popoli diversi. Lo scopo di Hafnia Foundation, infatti, è sempre stato quello di far entrare a contatto il vasto pubblico con le recenti novità dell’arte contemporanea internazionale. Nelle loro collezioni sono attualmente presenti artisti provenienti da America, Cina, Cipro, Danimarca, Islanda, Paesi Bassi e Norvegia le cui opere spaziano da sculture a dipinti fino ai manifesti di propaganda cinese.

Da Cina in Italia di aprile 2017