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Italia e Cina sulla Via della Seta

2017年05月16日 19:05 fonte:  autore: Marta Cardellini
Foto: China News Service/Du Yang


La spinta alla globalizzazione della Cina è un’opportunità per l’Italia, un paese visto come modello di innovazione ed eccellenza. A riferirlo il premier Gentiloni in conferenza stampa dopo gli incontri istituzionali e la firma degli accordi commerciali.

 

Conclusa oggi la visita in Cina del presidente del consiglio Gentiloni che dopo l’incontro con il presidente Xi Jinping e il primo ministro Li Keqiang ha ribadito in conferenza stampa l’importanza del nuovo progetto della Via della Seta. «Si tratta di un evento che potrebbe lasciare una traccia nella storia dei prossimi anni e non sfugge il fatto che è un’idea che tende a diventare un progetto globale» ha riferito Gentiloni. Da parte italiana, ha proseguito il premier, c’è la conferma a portare avanti la spinta al rafforzamento degli scambi commerciali e culturali. «Sono stati presi accordi per quanto riguarda lo sviluppo della sfera portuale, in particolare su Trieste e Genova, e del settore turismo, non ultimo l’ambito economico di cui abbiamo discusso ieri in una cena organizzata dall’ambasciatore Sequi alla presenza di importanti istituzioni finanziare e molti esponenti delle banche cinesi». La Cina non è un mercato facile, ma l’Italia ha buone possibilità e l’interesse verso il nostro paese è costante. «Mi ha colpito il fatto che loro vedono l’Italia come un paese modello di innovazione ed eccellenza in particolare nella sfera della piccola e media impresa, e tal proposito questa mattina l’amministratore delegato di Cassa Depositi e Presiti ha firmato con l’omologo cinese un finanziamento di 100 milioni alle pmi per la loro attività in Cina».

Gentiloni ha infine riferito la sua soddisfazione per questa serie di appuntamenti, dichiarando che «gli incontri di questi giorni, la visita del presidente Mattarella nei mesi scorsi e quella preannunciata del presidente Xi in Italia il prossimo anno sono la cornice che aiuterà lo sviluppo di queste relazioni fra Italia e Cina».