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La Festa delle Barche drago, origine e tradizioni

2017年05月29日 17:50 fonte:Cina in Italia  autore: Lea Vendramel

 

Il quinto giorno del quinto mese lunare, che quest’anno cade il 30 maggio, si celebra la tradizionale festività cinese, caratterizzata dalla competizione tra imbarcazioni che riproducono le sembianze del drago

 

Le barche drago, gli zongzi, i borselli profumati e le foglie di artemisia sono gli elementi che caratterizzano la Festa delle Barche drago, importante festività tradizionale cinese che si festeggia il quinto giorno del quinto mese lunare e proprio per questo motivo è anche detta Festa del Doppio quinto. Si celebra da oltre duemila anni e quest’anno cade il 30 maggio. La festività è legata alla cura del corpo e della salute, con l’intento di allontanare le malattie.

L’origine

Come ogni tradizione che si rispetti, anche l’origine della Festa delle Barche drago è spiegata con storie che mescolano insieme realtà e leggenda. La più celebre è quella che riconduce la festa alla commemorazione della morte del poeta Qu Yuan, vissuto nel Periodo dei Regni Combattenti (475-221 a.C.). Una storia che contiene tutti gli elementi che caratterizzano questa celebrazione, dalle barche ai tamburi, fino agli zongzi, al vino di realgar e alla data in cui si celebra.

Qu Yuan era un funzionario dello stato di Chu, uno dei sette stati che, prima della riunificazione avvenuta sotto la dinastia Qin (221-206 a.C.), lottavano per ottenere il dominio sull’intero territorio. Qu Yuan, saggio e onesto, era molto impegnato nella lotta alla corruzione e godeva della stima e del favore del re dello stato di Chu. La sua posizione privilegiata suscitò l’invidia e l’irritazione degli altri funzionari di corte, che ordirono una serie di intrighi nei suoi confronti per screditarlo agli occhi del re. Intento in cui riuscirono, inducendo il re a mandarlo in esilio. Dopo la morte del re, fu richiamato a corte dal figlio, suo successore. Qu Yuan lo consiglio di formare un’alleanza con gli altri stati per contrastare l’avanzata dello stato di Qin, ma ancora una volta gli altri ministri di Chu lo contrastarono e Qu Yuan fu nuovamente esiliato. Questo non bastò a spegnere il suo amore e la sua lealtà nei confronti della patria, sentimenti che racchiuse nei suoi poemi, che lo hanno reso uno dei poeti più famosi nella storia cinese, come Li sao (Incontro al dolore), Tian wen (Domande al Cielo) e Jiu ge (Nove canzoni).

Nel 278 a.C., quando l’esercito di Qin occupò la capitale dello stato di Chu, dopo aver scritto Huai sha (Abbracciare la sabbia), incapace di assistere alla fine della sua patria, decise di suicidarsi gettandosi nel fiume Miluo, nell’attuale provincia dello Hunan. Un gesto che scosse profondamente la popolazione, spingendo i pescatori della zona a prendere le proprie barche per cercare il suo corpo. Per attrarre i pesci ed evitare che se ne cibassero, molti gettarono in acqua palline di riso glutinoso avvolto in foglie di bambù, altri batterono i tamburi per spaventarli, altri ancora versarono nelle acque del fiume dei composti a base di vino di realgar per avvelenare i mostri e proteggere il corpo del poeta. Era il quinto giorno del quinto mese lunare.

Le barche drago

La competizione delle barche drago è il momento più importante della festa, che ha per protagoniste queste imbarcazioni utilizzate dai cinesi per spostarsi sui corsi d’acqua fin dall’antichità. Sono delle canoe in legno che possono arrivare fino a 25 metri di lunghezza e il cui equipaggio può andare da dieci a cento persone. Sulla prua è posizionata una testa di drago, dipinta con colori vivaci, a poppa si trova la coda e lungo i fianchi decorazioni che ricordano appunto un drago. A poppa il timoniere dà la direzione alla barca, mentre a prua un altro membro della squadra suona un tamburo per scandire il ritmo dei vogatori, che remano seduti su assi di legno con una pagaia monopala. Secondo la tradizione, i vincitori della gara possono contare su prosperità e felicità e così anche il loro concittadini. Gare analoghe si svolgono anche in altri Paesi asiatici, come Giappone e Vietnam.

Gli zongzi

Il cibo simbolo di questa festa tradizionale sono gli zongzi, fagottini di riso glutinoso, a forma piramidale, con diversi ripieni, avvolti in foglie di bambù o di loto, cotti a vapore oppure bolliti. Nella Cina del nord prevalgono i ripieni a base di giuggiola, mentre nelle regioni meridionali sono più diffusi i ripieni a base di pasta di fagioli, carne o tuorlo d’uovo. Come succede per i ravioli in occasione del Capodanno, anche gli zongzi solitamente vengono preparati da ogni famiglia la sera prima della festa per essere poi mangiati, offerti e donati a parenti e amici.

Altri cibi tipici della festa sono le uova salate di anatra e il vino di realgar, entrambi ritenuti in grado di allontanare gli influssi negativi.

I bambini

Alcune usanze della Festa delle Barche drago hanno per protagonisti i bambini. Prima tra tutte l’abitudine di far indossare loro borsellini profumati, realizzati in seta colorata e legati con una corda di cinque diversi colori. Le corde colorate possono essere legate anche ai polsi, alle caviglie oppure intorno al collo, tipo un braccialetto o una collana. Sono i genitori a realizzarle e mentre lo fanno la tradizione vuole che i bambini debbano restare zitti e fermi. Una volta indossate, possono essere tolte solo dopo la prima pioggia d’estate e gettate in un fiume. Come portafortuna possono anche essere applicati sul petto dei ricami a forma di tigre, animale che spesso si ritrova anche in particolari scarpe fatte indossare in occasione della festa. Si ritiene che queste usanze proteggano i bambini dalle malattie.

Le case

Come per altre festività, anche in occasione della Festa del Doppio quinto è abitudine pulire le abitazioni e appendere sopra la porta d’ingresso rametti di artemisia e di calamo, a cui viene attribuito il potere di allontanare le malattie. Nello specifico, poi, sembrerebbe che le foglie e gli steli di queste piante rilascino un aroma efficace nel tenere distanti mosche e zanzare.

Da Cina in Italia di maggio 2017