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Un pranzo di benvenuto

2017年06月28日 16:04 fonte:Cina in Italia  autore: Daniela Baranello

 

Quattro italiani, quattro stranieri e un padrone di casa si incontrano per condividere un pranzo o una cena in un mix culturale che va oltre le barriere

 

Una ragazza italiana e una bulgara le organizzatrici, un siciliano, una molisana, due napoletane, una cinese, due africani e un cileno i partecipanti, in una casa messa a disposizione da una signora italo-inglese. Ognuno porta un piatto tipico delle proprie origini, preparato da sé o comprato, e condivide con gli altri il cibo e la storia ad esso legata in un coinvolgente mix culturale. Questa la situazione che si ha davanti quando si partecipa all’iniziativa Benvenuti a cena, un progetto australiano lanciato ufficialmente nel 2013 e di cui in Italia si occupa RomAltruista, onlus nata nel 2011 dedicata al volontariato nella capitale, che prevede la presenza di quattro persone del posto, un padrone di casa e quattro persone straniere, un modo per accogliere le culture che arrivano da lontano e farle sentire “a casa”. A casa come si è sentito Hamara, ragazzo del Mali da tre anni in Italia, che ora lavora in macelleria e che ha scelto questa espressione quando, nel momento finale dell’incontro, si poteva esprimere con una parola ciò che l’esperienza ha trasmesso. Un incontro di conoscenza e condivisione fra giovani che, secondo Jeanne, la padrona di casa, rappresentano «la speranza dell’Europa» dopo i fatti legati alla Brexit, da cui lei si dissocia. I piatti hanno spaziato dalla classica parmigiana agli arancini siciliani alla banitsa bulgara ai sopaipillas cileni e non è mancato l’accostamento di fave e pecorino tipico romano, sebbene nessuno dei presenti in realtà fosse di Roma. Un’esperienza «molto interessante» secondo la partecipante cinese, che ha voluto far assaggiare agli altri il famoso dolce portoghese pastel de nata, in cinese jishi danta 吉士蛋挞 o zhishi danta 芝士蛋挞, un tortino alla crema all’uovo o al formaggio molto in voga in Cina, dove si è diffuso tramite la colonia portoghese di Macao. Durante il pranzo non sono mancate pillole di cultura cinese, come il confronto con l’Italia sulla differenza nella scelta dei nomi, in cui si è sottolineata la tipica tradizione italiana, soprattutto al sud, di riproporre il nome del nonno o della nonna alla nascita di un bambino, mentre in Cina si sceglie un nome in base al concetto particolare che esprime.

Benvenuti a cena rappresenta un’altra forma di social eating, tendenza sempre più di moda fra i giovani, ma è una cena multiculturale gratuita, dove ognuno mette del suo, che aiuta le persone a conoscersi meglio attraverso il cibo. L’obiettivo primario in questo caso è promuovere la cultura dell’accoglienza nella società italiana, al fine di creare legami personali che trasformino la conoscenza reciproca in un valore. Il progetto mira inoltre a combattere l’isolamento e a sviluppare un senso di appartenenza, abbattendo quegli ostacoli rappresentati da differenze culturali, linguistiche e paura di ciò che non si conosce e favorendo così l’integrazione. La cena o il pranzo “condivisi” rappresentano un potente strumento educativo e conoscitivo, un ponte fra italiani e stranieri che vivono in Italia basato sull’apertura, la comprensione e la volontà di trovare soluzioni per una convivenza pacifica.

Dalla partenza del progetto australiano ad oggi i volontari sono riusciti ad organizzare oltre 200 eventi in tutto il Paese e anche in Italia, dove i primi test sono iniziati a dicembre 2016, i volontari di RomAltruista sperano vivamente di portare avanti l’iniziativa, per promuovere sempre di più lo scambio interculturale e abbattere le barriere fra persone che pur appartenendo a culture e mentalità differenti si riconoscono nello status comune di “esseri umani”.

Da Cina in Italia di maggio 2017