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“Animavì”, il festival del cinema d’animazione poetico

2017年07月03日 17:19 fonte:Ufficio stampa Animavì  autore: Redazione
"The poem" di Xi Chen

 

In concorso anche il cinese Xi Chen con The poem

 

Ci sarà in concorso anche un film di animazione cinese alla seconda edizione di Animavì,Festival internazionale del cinema d’animazione poetico, diretto dal regista Simone Massi, in programma nel centro storico di Pergola, in provincia di Pesaro-Urbino, dal 13 al 16 luglio. A rappresentare la Cina The poem di Xi Chen, che va ad aggiungersi alle altre quindici opere in concorso provenienti da tutto il mondo, dall’Australia alla Svizzera passando per l’italiano Confino di Nico Bonomolo, ma anche lavori da Spagna, Francia, Russia, Corea del Sud, Polonia, Lettonia, Portogallo e Danimarca.

Ospite d’eccezione il regista svizzero di fama internazionale, Georges Schwizgebel, premiato nei festival di tutto il mondo, da Cannes ad Annecy, autore di oltre venti cortometraggi d’animazione (tra cui La Course à l’abîme, The Man with No Shadow, Romance, Jeu, Erlkönig), in cui applica una tecnica originale, artigianale, che consiste nel dipingere a mano ogni fotogramma, realizzando una pittura animata, di fatto opere d’arte dinamiche. A condurre le serate, che vedranno la partecipazione di ospiti musicali e personaggi del mondo della cultura italiana e internazionale, Luca Raffaelli, giornalista, saggista, sceneggiatore e uno dei massimi esperti di fumetti e animazione in Italia. Il programma completo al link è disponibile su www.animavi.org.

Animavì vuole soprattutto rappresentare a livello internazionale il cinema d’animazione artistico e di poesia, quel genere di animazione indipendente e d’autore che si propone di raccontare per suggestione, prendendo le distanze in maniera netta dall’animazione mainstream. «Vogliamo cercare di portare a Pergola - sottolinea il direttore artistico Simone Massi - dei giganti in un piccolo paese e in un piccolo festival. Un tentativo che facciamo in maniera scanzonata e allo stesso tempo con la consapevolezza che qualcosa di importante ce l’abbiamo anche noi: le colline, i piccoli borghi, la nostra storia».