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La vita rapita dal cibo

2017年08月07日 17:05 fonte:Cina in Italia  autore: Wang Shan

Dietro lo sviluppo economico cinese e l’accelerazione del processo di urbanizzazione, il concetto occidentale secondo cui “magro è bello” ha iniziato a diventare la cultura dominante tra i giovani cinesi, in particolare tra le ragazze, con la conseguente diffusione tra le giovani donne di disturbi alimentari come anoressia e bulimia

 

Xu Yuan desidera liberarsi dal sequestro. Per questo in passato ha tentato più volte il suicidio. Ciò che ha rapito Xu Yuan è il cibo. La sua malattia è una tipica bulimia nervosa, un tipo di disturbo alimentare che appartiene alle malattie mentali. La mattina, appena apre gli occhi, con impazienza corre davanti al frigorifero, cerca cinque radici di granoturco, unisce alcuni chicchi di mais al ghiaccio, sgranocchia e ingoia un boccone dopo l’altro. Poi si prepara quattro ciotole di spaghetti istantanei, mangia due grandi sacchetti da 500 grammi di pane da toast, ordina due Bucket Meal del Kentucky Fried Chicken e diversi tipi di snack, ingoia tre confezioni di gelato da 250 grammi, fino a quando nello stomaco non entra più nulla. Finito di mangiare, si sposta a fatica in bagno e vomitando elimina il cibo. Le sue ghiandole parotidi e quelle mandibolari, a causa del ripetersi di masticazione e vomito, sono gonfie, i denti sono rovinati e corrosi dagli acidi dello stomaco, i capillari degli occhi scoppiano per la ripetuta rapida espansione. Trascorsa una mezz’ora, ripulito lo stomaco, Xu Yuan si ferma, non osa alzare il viso e guardare allo specchio la sua immagine con il volto sporco e i capelli arruffati. «Tutta la mia vita è completamente rapita dal cibo, al centro c’è soltanto il cibo, quando mangio mi sento felice, quando non riesco a mangiare potrei crollare».

 

«Sentirsi abbracciati dal cibo»

Alcuni anni fa, i genitori di Xu Yuan hanno divorziato e lei è andata a vivere con il padre. L’arrivo della matrigna e di un fratello minore l’hanno fatta sentire persa. Nonostante nel profondo del cuore la respinga, in apparenza in ogni situazione si ingrazia la matrigna. I piatti che prepara sono molto grassi e, anche se mangia tutto, alle spalle della famiglia, in segreto vomita il cibo.

A differenza dell’obiettivo di vendetta di Xu Yuan, l’ingestione di cibo di Li Yue è interamente finalizzata ad allentare la tensione. Nel 2015, la ventiduenne è andata a studiare negli Stati Uniti, dove vive a casa di uno zio materno. Lo zio non riesce ad abituarsi a molti suoi comportamenti e la zia a sua volta critica il fatto che lei «approfitta della loro generosità». Li Yue si sente offesa, si lamenta piangendo al telefono con i genitori, che però la rimproverano per il fatto che non si fa onore. Si sente particolarmente indifesa, quando passa davanti ad un fast food, entra, ordina un panino lungo 12 cun (unità di misura pari a un terzo di decimetro, ndt) e finito di mangiarlo ne ordina altri due. Mentre mangia piange, quando mangia si sente come una bambina indifesa, sente che il cibo la abbraccia un po’, come se le facesse compagnia e le desse un senso di sicurezza.

 

La magrezza diventa una risorsa

Perdere peso è il principale fattore di rischio nella patogenesi dei disturbi alimentari. Se a Li Yue il cibo dà un senso di compagnia, a Peng Yu il controllo del cibo ha dato un grande senso di conquista. Peng Yu è malata di anoressia nervosa. Inizialmente desiderava soltanto perdere peso. Poiché un ragazzo in classe la chiamava “piccola cicciona”, aveva una grande fiducia in se stessa di riuscire a perdere peso, con un pieno senso del controllo e godendo completamente della sensazione della fame. Il controllo per lungo tempo l’ha fatta sembrare una bestia affamata da tanto tempo di fronte al cibo, infatti basta che ci sia qualcosa da mangiare perché si spazzoli via tutto.

 

Mangiare diventa un modo di vivere

Il fattore familiare è sempre un fattore importante per ricercare la causa dei disturbi alimentari. I genitori di persone anoressiche trasmettono molta emotività, ma ignorano i pensieri espressi e le necessità provate dalle loro figlie, tendono a dominarle; i genitori di persone bulimiche sono emotivamente più esposti, i conflitti familiari sono più evidenti, i genitori rimproverano e disprezzano le figlie, il controllo della famiglia è più diretto. I disturbi alimentari sono come un riflettore, illuminano la confusione e gli intensi conflitti delle relazioni tra genitori e figli portati dai cambiamenti della moderna famiglia cinese. I bambini cresciuti nella confusione e nei conflitti sono meno indipendenti, sono sensibili, quando non riescono ad affrontare la realtà si sentono facilmente in ansia, hanno scarsa capacità di regolare l’umore, si lasciano influenzare dalle emozioni con facilità. Quando ha un attacco bulimico, Li Yue non è in grado di affrontare se stessa. Non riesce a portare a termine i compiti, non può stare insieme alle persone e non riesce nemmeno a guardare un film. L’unica cosa che la può salvare è mangiare.

 

«Mi sento il mostro più disgustoso al mondo»

Molte persone affette da disturbi alimentari in passato hanno avuto comportamenti autolesionisti, tra tutti i disturbi mentali, i disturbi alimentari sono quelli con il tasso di mortalità più elevato. A causa del protrarsi per lungo tempo dell’azione di ingerire cibo in eccesso e vomitare, le mani e i piedi di Xu Yuan sono gonfi come un palloncino, le sono anche caduti molti capelli e sono ormai più di sei mesi che non ha il ciclo mestruale. Il vomito non le porta più solo una sensazione piacevole, ma anche sensi di colpa e rimorsi, le mani e i piedi le tremano costantemente e anche respirare diventa difficile. Dopo ogni abbuffata, non solo sente di essere il più terribile e disgustoso mostro al mondo, ma anche l’unico mostro.

 

Figli e genitori sotto controllo

Le persone affette da disturbi alimentari spesso hanno anche altri disturbi psichici, tra cui depressione, disturbi ossessivo-compulsivi, disturbi del sonno. In biologia sono considerate “malattie mentali”. I reparti ospedalieri dei disturbi alimentari effettuano una gestione chiusa nei confronti dei pazienti, il trattamento è diviso principalmente in tre parti, che comprendono il miglioramento della nutrizione, la terapia farmacologica e la psicoterapia.

Tra coloro che assistono persone con disturbi alimentari quasi la metà presenta evidenti problemi psicologici. In particolare, tra i genitori (soprattutto le madri) ansia e depressione sono i disturbi più comuni. Il rimorso è lo stato d’animo che sussiste nella maggior parte dei genitori dei pazienti.

 

L’inizio dello tsunami

Essendo una malattia molto difficile da affrontare, i disturbi alimentari necessitano di un team di medici specializzati, che comprenda psichiatri, consulenti, infermieri, operatori sanitari, medici riabilitativi e così via. Rispetto alla cura della malattia, l’intervento precoce e la prevenzione sono particolarmente importanti. La Cina da questo punto di vista si può dire che non abbia niente da riferire. Il codice di igiene mentale della Repubblica popolare cinese è stato pubblicato nel 2012. La spesa sanitaria cinese è ancora sbilanciata verso le malattie fisiche. Le spese nel campo della salute mentale non arrivano all’1%. Le ricerche sugli oneri economici delle malattie mentali si trovano quasi in uno stato di vuoto.

Considerando che l’età in cui insorgono i disturbi alimentari si colloca perlopiù tra le ragazze che iniziano le scuole superiori, i genitori delle pazienti stanno pensando se all’inizio delle scuole superiori si possa o meno aumentare l’informazione relativa ai disturbi alimentari in modo che gli studenti e i genitori possano comprendere prima possibile la presenza di questi disturbi, senza tergiversare. 

Da Cina in Italia di giugno 2017