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La sfida della Cina alla desertificazione

2017年09月13日 16:15 fonte:  autore: Marta Cardellini
foto: da ecns


Dagli anni ’50 l’avanzata del deserto e della povertà per gli abitanti dei territori colpiti, circa 400 milioni allora, hanno reso la Cina uno fra i paesi più impegnati nell’argomento. Oggi, nonostante i miglioramenti, la desertificazione è una sfida che necessita della cooperazione globale.

 

La Cina ha rinnovato il suo impegno nella lotta alla desertificazione, tema sempre più di attualità per il benessere dell’ecosistema mondiale. Il presidente cinese Xi Jinping, in una lettera indirizzata alla Conferenza delle Nazioni Unite sulla desertificazione che si è riunita in sessione a Ordos nella regione della Mongolia Interna, ha riferito che la comunità internazionale è tenuta a fare sforzi congiunti affinché vi siano dei miglioramenti per chi ancora soffre di questa situazione.

A 21 anni dalla Convenzione sulla desertificazione, firmata nel 1994 da 196 paesi e entrata ufficialmente in vigore nel 1996, sono stati portati a termine dei cambiamenti importanti in tale ambito, in Cina negli ultimi 5 anni l’area desertica è diminuita di 242,4mila ettari e il deserto di Kubuqi, 7º grande deserto cinese che si trova nella Mongolia Interna, è ad oggi uno dei pochi esempi al mondo in cui sono stati convertiti in verde 6mila kmq di terra. Primo paese al mondo a varare nel 2001 una legge per il controllo della sabbia, la Cina ha permesso così a oltre 33 milioni di persone di abbattere la soglia di povertà, 100mila proprio nella zona del Kubuqi.

Entro il 2020, secondo quanto dichiarato dall’Amministrazione forestale cinese, la metà dell’intera superficie desertica cinese sarà trasformata ed entro il 2050 si completerà il processo.