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Slow Food International in Cina a Chengdu

2017年09月27日 15:51 fonte:  autore: Marta Cardelini

 

Sarà la regione del Sichuan con la sua capitale Chengdu, che nel 2011 ha ricevuto dall’Unesco il titolo di “città della gastronomia”, a ospitare quest’anno il congresso internazionale di Slow Food. 

 

Partirà dal prossimo 29 settembre, e fino al 1º ottobre, il 7º congresso internazionale di Slow Food, ospitato quest’anno nella città di Chengdu. Il congresso, che si riunisce ogni 4 anni, è il momento cruciale per la vita del movimento di Slow Food, associazione internazionale no profit impegnata attivamente in 150 paesi nella promozione del cibo sano e della cultura gastronomica.

A Chengdu interverranno i rappresentati dei paesi coinvolti e 400 delegati con diritto di voto, provenienti da 90 Paesi, che sanciranno gli indirizzi politici, economici e organizzativi a livello internazionale e nazionale.

«La scelta della Cina come sede del settimo congresso internazionale ha un alto valore simbolico―  spiegano dall’evento ―in Cina Slow Food sta muovendo i primi passi ed è un’associazione ancora giovane rispetto ad altri paesi in cui la sua presenza è più consolidata».

Tuttavia, dalla nascita di Slow Food Great China nel 2015 a oggi sono già stati fatti i primi importanti passi, primo fra tutti il progetto “l’Arca del Gusto” che ha avuto un grande impulso nel paese racchiudendo “nell’immaginaria arca” i prodotti di eccellenza della tradizione gastronomica cinese messi a rischio dalla produzione industriale come il vino di riso Hakka del Fujian, i dolci di gelatina d’asino dello Shandong, il prosciutto Heqing dello Yunnan, il tè delle foreste di montagna Pu’er della regione del fiume Mekong o ancora lo Suancha del villaggio di Mangjing nella Cina del Sud.

Non va dimenticata, sottolinea l’associazione, l’importanza del ruolo che la Cina può assumere, nel bene e nel male, rispetto a tematiche molto importanti come la questione del cambiamento climatico, l’interesse per l’agricoltura biologica, per la perdita della fertilità dei terreni e della biodiversità.

«La Cina è tuttora uno dei principali responsabili dell’emissione di gas serra ma, consapevole delle conseguenze del cambiamento climatico, negli ultimi anni ha invertito in modo significativo la rotta, elaborando un programma nazionale e impegnandosi a ridurre le proprie emissioni in una percentuale compresa fra il 60 e il 65% entro il 2030. Il 7º congresso internazionale in Cina sarà dunque l’occasione per ribadire la forte interconnessione fra la produzione e il consumo di cibo e il cambiamento climatico, oltre che per lanciare la prima campagna mondiale focalizzata proprio sul climate change», così riferisce Slow Food illustrando le motivazioni che hanno portato alla scelta della Cina come paese ospitante.

Chengdu, che nel 2011 ha ricevuto dall’Unesco il titolo di “città della gastronomia” evidenziando il patrimonio agricolo e culinario della regione del Sichuan, ha oggi un ruolo fondamentale nel segnalare la volontà di preservare la biodiversità agricola e alimentare del proprio paese.