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Salari minimi in aumento in alcune province cinesi

2017年10月17日 17:40 fonte:  autore: Luca Simonelli

 

Quest’anno 17 province cinesi hanno aumentato le soglie dei salari minimi in risposta alla persistente pressione del costo del lavoro dovuta dalla riduzione della manodopera domestica.

 

La provincia di Jilin, al confine con la Corea del Nord, è stata l’ultima ad aumentare il salario minimo, annunciando di incrementare il parametro di riferimento minimo del 20%, raggiungendo i 1.780 yuan al mese (227 euro) a partire dal 1º Ottobre. Nell’entroterra del paese anche le province dello Henan, Shanxi e Ningxia hanno imposto aumenti dei salari minimi tra il 5 e il 12%. Tuttavia i salari minimi migliori elargiti nella Cina continentale si trovano a Shanghai, con 2.300 yuan (294 euro), Shenzhen, con 2.130 yuan (272 euro), Tianjin, con 2.050 yuan (262 euro) e Pechino, con 2.000 yuan (256 euro).

I motivi principali per cui i salari minimi sono stati aumentati, e per cui probabilmente aumenteranno ancora, sono l’aumento dei salari medi, l’espansione economica del paese e la lotta alla povertà.

Aumentare i salari minimi contribuisce a rendere più appetibili le città ai lavoratori migranti, che a causa dell’aumento del costo della vita, hanno bisogno di aumentare a loro volta le proprie entrate. I lavoratori migranti in Cina sono, ad oggi, una realtà composta da 282 milioni di persone, secondo i dati dell'Ufficio Nazionale di Statistica della Cina, la cui età media è di 39 anni e lo stipendio medio di 3.275 yuan (419 euro). I loro stipendi sono rimasti relativamente bassi grazie all’abilità dei datori di lavoro urbani che, grazie all’offerta abbondante e immediata di lavoro dalle campagne, sono riusciti a mantenere il costo del lavoro piuttosto basso.

A questi si uniscono i circa 43 milioni di cittadini cinesi che vivono in assoluta povertà, o con un reddito annuale inferiore a 2.800 yuan (358 euro).

In favore di quest’ultimi il presidente Xi Jinping ha giurato di spazzare via la povertà entro il 2020 come parte dell’obiettivo secolare del Partito Comunista Cinese della creazione di una società “benestante”.