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A Roma torna il festival “Luci dalla Cina”

2017年10月30日 21:16 fonte:Luci dalla Cina   autore: redazione

 

Appuntamento a Roma, dal 10 al 12 novembre presso il cinema Trevi (Vicolo del Puttarello 25), con una selezione di documentari sulla Cina. A seguire il 13 novembre presso l’Istituo Confucio di Roma proiezione di Il nostro canto di QIN Xiaoyu e WU Feiyue e incontro con il regista QIN Xiaoyu.

  

Luci dalla Cina è un Festival di documentari cinesi indipendenti. La rassegna, nata a Parigi nel 2009 con il nome Ecrans de Chine, per iniziativa del produttore Michel Noll, vede oggi il coinvolgimento di 7 diverse città europee e nel 2017 si svolgerà a Roma tra il 10 e il 12 novembre al cinema Trevi. Il 13 mattina ci sarà inoltre una proiezione speciale al Dipartimento di Studi orientali dell’Università La Sapienza, organizzata in collaborazione con l’Istituto Confucio: seguirà una tavola rotonda a cui partecipa il regista Qin Xiaoyu.  

Per ogni edizione si tiene un ciclo di proiezioni dei film del festival oltre che a Roma anche a Torino, presso il cinema Massimo, organizzato in collaborazione con Babydocfilm, mentre in collaborazione con diversi Istituti Confucio sono state periodicamente organizzate, nei mesi successivi alle precedenti edizioni, numerose proiezioni ed eventi collaterali - oltre che a Roma anche a Milano, Torino, Firenze, Napoli, Pesaro.

Il Festival offre al pubblico una scelta ben selezionata di documentari indipendenti, realizzati da cineasti cinesi, che raccontano senza filtri storie personali, originali e intense, offrendo allo spettatore un’opportunità unica di guardare il Paese dall'interno e di scoprirlo con gli occhi dei suoi abitanti. I film ci accompagnano in un itinerario coraggioso, disincantato e appassionato attraverso una Cina inedita, lontana dagli stereotipi e dai luoghi comuni diffusi in Occidente. Ma anche al di là dell’immagine ufficiale e dei grandi numeri che tendono a identificare sempre di più questo complesso Paese soltanto come un colosso, economico da osservare con diffidenza, se non con preoccupazione.

Comprendere la Cina di oggi, nel mondo sempre più interconnesso in cui viviamo, è senza dubbio necessario, ma non sempre facile. Paese straordinariamente complesso, la Cina sta attraversando cambiamenti epocali, la cui portata sfugge ancora in parte alla prospettiva occidentale. La Cina di oggi non è solo un grande mercato o una fabbrica sterminata: è una nazione alla ricerca di un nuovo equilibrio, in cui il nuovo e l’antico convivono con contrasti talvolta anche stridenti, una società straordinariamente ricca, sul piano culturale, umano, emotivo.

Luci dalla Cina” vuole quindi contribuire a conoscere e far conoscere meglio questa Cina in divenire, fatta di milioni di piccole-grandi vite, di persone che ogni giorno cercano di trovare il loro posto nella società: la manifestazione intende proporsi, anche per gli anni a venire, come luogo stabile di riflessione e di approfondimento su una realtà che riscuote un'attenzione sempre crescente, in Italia e in Europa, non soltanto nell'opinione pubblica e nel mondo della cultura, ma anche tra gli operatori economici.

L’obiettivo è puntato sulla contemporaneità, sui temi più sentiti e attuali nella comunità cinese, sia che abbiano a che fare con questioni sociali, con la vita di tutti i giorni o con la storia, privilegiando l’originalità del punto di vista e la varietà della prospettiva, nel tentativo di evitare le semplificazioni e rendere conto della complessità.

Il Festival è organizzato da ID-Cultura editoriale e comunicazione Srl con il coordinamento di Markus Nikel, consulente editoriale RAI per le produzioni internazionali e advisor per l'Europa del Festival del documentario di Guangzhou. Per aggiornamenti sul Festival, notizie sugli eventi collaterali, trailer dei film, foto è a disposizione la pagina Facebook di Luci dalla Cina.

 

Programma:

venerdì 10

ore 18.30 Presentazione del Festival

ore 19.00 La mia terra di Fan Jian (2017, 81’)

La determinazione e la forza di una famiglia di contadini trasferitasi nei dintorni di Pechino da un’area rurale dello Hebei. Nel 2010 la continua espansione dell’area urbana della città è arrivata a lambire le loro coltivazioni, e i terreni della zona sono richiesti per sviluppare ulteriori progetti edilizi. La maggior parte delle famiglie del luogo cede alla pressione, ma non quella di Chen: e questa decisione cambierà la loro vita per gli anni a venire.

ore 21.00 L’altra metà del cielo di Patrik Soergel (2016, 80’)

Le trasformazioni di una società ancora in cerca di un’identità viste dalla prospettiva di quattro donne manager: una magnate della ristorazione, una nota businesswoman, una leader nel campo dell’informatica, una ‘regina’ dei talk show femminili. Donne di successo che osservano con chiarezza di visione e senza clichés i cambiamenti in corso, lasciando intravedere un mondo in cui determinazione, lungimiranza e forza di volontà contano più del genere.

 

sabato 11

ore 17.00 Campi in fiamme di Hao Xianwei, An Jiaxing (2017, 75’)

I contadini bruciano paglia e sterpi nei campi per arricchire il terreno, i vigili del fuoco devono tutelare il territorio, la salubrità dell’aria e le risorse d’acqua e sono costretti a intervenire quotidianamente. Un conflitto per il quale è difficile trovare una soluzione, dato che entrambe le parti rivendicano le loro ragioni, e che mette in luce un altro aspetto della realtà delle aree rurali nella Cina di oggi.

ore 19.00 Mio padre e mia madre di Jiao Bo (2016, 88’)

Un ritratto tenero e misurato della vita quotidiana di una semplice famiglia cinese residente in una sperduta località montana, costruito attraverso le fotografie e i video girati dal regista nei periodici viaggi nel suo paese natale. I cambiamenti portati dal tempo modulano l’intimità coltivata all’interno del nucleo familiare, con i genitori che invecchiano e i problemi con il fratello maggiore disabile, fino al sopraggiungere della morte, mostrando tratti universali e aspetti più intimi e personali.

ore 21.00 Il nostro canto di Qin Xiaoyu, Wu Feiyue (2017, 96’)

Dalle fabbriche di vestiti alla catena di montaggio della Apple, alla profondità delle miniere: cinque lavoratori cinesi trovano nella poesia la forza per sostenere il peso delle loro difficili esistenze. Con le loro composizioni, ricche di dignità e amore, riescono a infrangere il muro del silenzio e a raccontare le storie, le emozioni, le speranze e la disperazione dei milioni e milioni di lavoratori che ogni giorno lottano per trovare il loro posto nella società.

Sarà presente il regista Qin Xiaoyu

 

domenica 12

ore 17.00 La mia terra di Fan Jian (2017, 81’)

replica

ore 19.00 I dimenticati della notte di Jordan Paterson (2016, 97’)

La vicenda dimenticata dei 140.000 contadini cinesi mandati in Europa durante il primo conflitto mondiale, a combattere una guerra imperialista di cui non comprendevano nemmeno le ragioni. Zhag Yan, uno studente di storia originario della stessa zona dello Shandong da cui essi provenivano, cerca di ricostruire la memoria collettiva del loro incredibile viaggio e del loro misconosciuto sacrificio.

ore 21.00 Fuga dal tempio di Patrick Carr (2016, 70')

Le complesse e intense storie personali di tre danzatori di grande sensibilità e fuori dagli schemi, colte nel momento in cui giungono a un decisivo punto di svolta. Tra la tentazione del richiamo a una vita di meditazione, il peso delle tradizioni familiari e sentimenti contraddittori rispetto ai legami più intimi, l’obiettivo segue i tre artisti nel loro itinerario alla ricerca del senso della propria esistenza nella frenetica società contemporanea.

 

Lunedì 13 ore 11. Istituto Confucio di Roma - Dipartimento di Studi Orientali Sapienza Università di Roma, aula 107, Circonvallazione Tiburtina, 4 - 00185 Roma

Proiezione di Il nostro canto di QIN Xiaoyu e WU Feiyue, a seguire tavola rotonda con il regista QIN Xiaoyu, coordina Paolo De Troia, direttore esecutivo Istituto Confucio di Roma