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Linkage, un progetto per i cinesi malati di tumori

2017年11月17日 18:54 fonte:Cina in Italia  autore: Lea Vendramel

 

Lanciato lo scorso anno dall’Istituto nazionale dei tumori di Milano, punta ad accogliere e assistere i pazienti cinesi, diffondendo l’importanza della prevenzione

 

L’integrazione nel sistema sanitario nazionale dei cittadini cinesi residenti in Italia e la diffusione della cultura della prevenzione. Sono questi gli obiettivi del progetto Linkage, avviato lo scorso anno dall’Istituto nazionale dei tumori di Milano, in collaborazione con l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), per accogliere, assistere e raccogliere informazioni sui pazienti cinesi affetti da malattie oncologiche. Oltre a uno sportello di accoglienza, sono stati attivati un numero di telefono di pronta assistenza e un indirizzo e-mail, garantendo un servizio permanente di mediazione linguistica e culturale, grazie alla mediatrice culturale Francesca Bavastro, che affianca sia gli operatori sanitari che i pazienti e i loro familiari in tutto il percorso sanitario, dal primo contatto agli accertamenti diagnostici fino a ricovero, chemioterapia, radioterapia e visite successive.

L’idea è nata in occasione del bando per il finanziamento dell’Aiom Il cancro non ha colore, dedicato appunto agli immigrati. «Abbiamo deciso di interessarci alla Cina perché ci sembrava una comunità su cui si poteva maggiormente lavorare, visto che la comunità cinese è numericamente importante e in forte espansione», spiega a Cina in Italia, il direttore della Struttura semplice di Oncologia medico genitourinaria all’Istituto nazionale dei tumori di Milano, Giuseppe Procopio, ideatore e responsabile del progetto. E i dati Istat lo confermano. I cinesi sono il quarto gruppo straniero residente in Italia, con circa 280mila presenze, e nell’ultimo anno sono quelli che hanno registrato un maggiore aumento, registrando un incremento del 4%. Inoltre, è proprio la Lombardia la regione dove si concentrano maggiormente. Al primo gennaio 2017, nel territorio lombardo si contano oltre 64mila cinesi, con un incremento del 4% rispetto allo scorso anno, perfettamente in linea con la media nazionale. Ma secondo l’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità questa cifra dovrebbe essere rivista al rialzo, stimando che in realtà i cinesi presenti in Lombardia siano 78mila, 14mila unità in più non iscritte alle anagrafi comunali. Considerando poi la sola provincia di Milano, con 37mila presenze, di cui 28mila solo nel comune capoluogo, è la provincia con il maggior numero di residenti cinesi. Anche in questo caso l’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità ritiene che i cinesi siano in effetti di più: 47mila in provincia e almeno 35mila nel comune di Milano.

Oltre alle dimensioni della comunità cinese, determinante anche il dato anagrafico che caratterizza questa comunità. «Attualmente è giovane e destinata ad invecchiare – spiega Procopio – questo ci dà l’opportunità di muoverci in tempo, di agire nella fase iniziale, consapevoli che nei prossimi anni le problematiche che la riguardano sono destinate ad aumentare a dismisura». Se, infatti, «il progetto nell’immediato vuole far sì che quando un cinese ha un tumore venga curato adeguatamente, sapendo che spesso è già tardi e quindi, pur garantendo assistenza e cure, difficilmente si potrà cambiare la prospettiva di vita, l’obiettivo vero è quello di fare in modo che nella comunità cinese si arrivi ad adottare uno stile di vita basato sulla prevenzione, come è per l’Europa occidentale, Italia inclusa, riuscendo così a cambiarne drasticamente le abitudini».

Ma integrare i cinesi residenti in Italia nel sistema sanitario nazionale e trasmettere loro il concetto di prevenzione non è facile. Prima di assisterli e curarli, è necessario vincere la naturale diffidenza e superare le barriere linguistiche e culturali che rendono la comunicazione ancora più complicata. «C’è tutto un lavoro che va fatto a monte – prosegue Procopio – per far capire l’importanza di adottare un certo stile di vita e fare prevenzione, non basta la mediazione linguistica, è fondamentale fare un passo indietro, comprenderli anche a livello culturale e cercare di accoglierli, senza mettersi su un piedistallo, limitandosi a bacchettarli o a dare suggerimenti che poi finiscono inevitabilmente per restare inascoltati». Proprio per questo si è scelto di «andare nelle loro piazze e nelle loro case». Un passo che è stato possibile grazie all’impegno del consolato e alla collaborazione di un’associazione di medici universitari cinesi, l’Associazione Alumni della Zhejiang University di Hangzhou, che hanno permesso ai medici italiani di «essere riconosciuti come corpi non estranei e di intessere un rapporto fiduciario attraverso figure di riferimento della comunità cinese riconosciute sul territorio milanese».

Nel corso del primo anno di attività, sono stati una cinquantina i pazienti oncologici cinesi. Numeri destinati a salire. «Dopo la conferenza stampa durante la quale abbiamo presentato il progetto, i contatti sono aumentati, a dimostrazione del fatto che all’interno della comunità cinese c’è il bisogno di un servizio come questo e che, al di là dell’approccio diffidente, le nuove generazioni non possono non cambiare». Certo, sicuramente sarà un processo lungo, «forse non basterà un solo cambio generazionale – chiosa Procopio – ma comunque di anno in anno ci aspettiamo di veder muovere dei passi in avanti e i cinquanta casi arrivati qui in un anno la dicono lunga».

Rientra tra gli obiettivi di Linkage anche la creazione del primo registro dei pazienti cinesi dell’Istituto nazionale dei tumori, con i dati demografici, diagnostici, di trattamento e follow-up, in modo da poter delineare e analizzare le caratteristiche e il tipo di patologie che colpiscono la comunità cinese. Per questo ci si augura di estendere il progetto a tutta Italia.

 

Informazioni e contatti

Lo sportello di assistenza del progetto Linkage è aperto il martedì dalle 10 alle 12 e il giovedì dalle 14 alle 16.

Telefono 366 9985581

E-mail informa.cina@istitutotumori.mi.it

È stata avviata anche una campagna di prevenzione con materiali informativi in lingua cinese per favorire l’adozione di uno stile di vita sano. Per i pazienti oncologici sono stati realizzati due fascicoli dedicati alla radioterapia e alla chemioterapia, disponibili presso l’Istituto nazionale dei tumori di Milano e distribuiti da AIMAC-Associazione italiana malati di cancro e presso gli studi dei medici di base della zona di via Paolo Sarpi a Milano. 

Da Cina in Italia di ottobre 2017