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"Oriente incontra Occidente" in mostra a Roma

2018年01月26日 18:02 fonte:Cina in Italia  autore: Marta Cardellini
Punta di cappello con gemme incastonate in oro, dinastia Ming (1368-1644)

 

 

A Roma una mostra con oltre cento pezzi che ripercorrono la ricchezza degli scambi culturali ed economici fra Europa, Africa e Asia

 

Oriente incontra Occidente: la Via della Seta marittima dal XIII al XVII secolo è il titolo della mostra ospitata fino al 28 gennaio nelle sale Quattrocentesche di Palazzo Venezia a Roma, organizzata dall’Amministrazione statale per il patrimonio culturale della Repubblica Popolare Cinese e dal ministero dei Beni culturali italiano e curata dal direttore del Museo provinciale del Guangdong Wei Jun.

Divisa in quattro sezioni tematiche, “Via della Seta”, “Via delle Spezie e delle Porcellane”, “Via delle Religioni” e “Via delle Culture”, l’esposizione annovera più di cento oggetti risalenti al periodo compreso fra la dinastia Song (960-1290) e la dinastia Ming (1368-1644). Il visitatore nell’iter espositivo ha la possibilità unica di ammirare oggetti rari fra cui una caraffa in argento con manico a forma di dragone decorata con scene tratte dall’opera tradizionale cinese, una punta di cappello con gemme incastonate in oro ritrovata nella tomba del principe Liangzhuang della dinastia Ming e una bellissima brocca bianca con la crocifissione di Gesù della dinastia Qing.

Fra le vie commerciali che si sono sviluppate nel corso dei secoli, la Via della Seta è la più antica e storicamente più importante. Forse meno nota, ma altrettanto rilevante è l’altra, la Via della Seta marittima. Grazie ad approfonditi studi archeologici, si è giunti alla consapevolezza di quanto quest’ultima sia stata molto di più che una semplice rotta commerciale. Nuove idee, rinnovate conoscenze tecniche e filosofiche, diversi culti religiosi: è questo il vero contributo che questa seconda via ha dato allo sviluppo delle società moderne.

Dal II secolo a.C. al XIX secolo d.C., in oltre duemila anni di storia, la Via della Seta marittima ha costituito un canale fondamentale per le relazioni tra genti e culture diverse e per i commerci marittimi internazionali. I beni e le risorse che sono stati scambiati hanno soddisfatto la curiosità dei popoli e lo scambio delle merci ha portato benefici diffusi, soprattutto ha consentito di affrontare insieme l’evoluzione della civiltà umana, registrandone un notevole passo in avanti.

Fra le quattro sezioni espositive è interessante soffermarsi sulla Via delle Religioni, che mette in luce aspetti ancora poco conosciuti degli scambi fra la Cina imperiale e i missionari gesuiti occidentali. Primo tra tutti il caso dell’orologio a pendolo a rintocchi, donato da Michele Ruggieri e Francesco Pasio al governatore del Guangdong in cambio di uno speciale permesso di soggiorno per un periodo di quattro o cinque mesi a Zhaoqing. In seguito, anche il missionario Matteo Ricci inviò a corte dell’imperatore Wanli a Pechino due orologi a pendolo, introducendo in Cina i modelli occidentali di calcolo del tempo.

La mostra ha un carattere soprattutto didattico: pannelli illustrativi accompagnano il visitatore lungo tutto il percorso facendo ammirare preziosi manufatti, pitture, gioielli, cartine geografiche, sete, porcellane e oggetti di uso quotidiano.

Da Cina in Italia di gennaio 2018