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Lanciato Zhengheng 1 del progetto “Limadou”

2018年02月02日 22:47 fonte:  autore: Marta Cardellini
foto: cns

 

 È stato lanciato dal Centro di Lancio di Jiuquan il satellite cinese CSES con a bordo il rilevatore di particelle HEPD, realizzato insieme ai ricercatori italiani della collaborazione “Limadou”

 

La Cina ha lanciato il primo satellite sismico elettromagnetico per lo studio dei precursori sismici, con l’obiettivo di sviluppare nuovi metodi per lo studio e il monitoraggio di fenomeni geofisici come terremoti ed eruzioni vulcaniche.

Un razzo Lunga Marcia-2D è stato lanciato alle 15:51 (8:51 ora italiana), dal Centro di Lancio di Jiuquan nel nord-ovest della Cina deserto del Gobi, insieme al satellite di 730 chilogrammi CSES (China Seismo-Electromagnetic Satellite).

Uno degli strumenti di punta a bordo della missione satellitare CSES, conosciuta con il nome di Zhangheng 1, è il rivelatore di particelle HEPD (High Energic Particle Detector), realizzato dai ricercatori italiani della “Collaborazione Limadou”, così chiamata in onore di Matteo Ricci. L’obiettivo è quello di studiare grazie al rivelatore HEPD l’esistenza di possibili correlazioni (temporali e spaziali) tra il verificarsi di eventi sismici e l’osservazione sia di perturbazioni iono-magnetosferiche che di precipitazioni anomale di particelle dalle fasce interne di Van Allen.

Il satellite prende il nome da Zhang Heng, un famoso studioso della dinastia Han orientale (25-220), che ha aperto la strada agli studi sui terremoti inventando il primo sismoscopio nell'anno 132.

«Zhangheng 1 registrerà i dati elettromagnetici associati con i terremoti sopra il magnitudo 6 in Cina e quelli sopra la grandezza 7 in tutto il mondo, nel tentativo di identificare i modelli nei disturbi elettromagnetici nell'ambiente vicino alla Terra», ha spiegato Zhao Jian della China National Space Administration (CNSA).

Zhangheng 1 è stato finanziato dal CNSA, sviluppato dalla China Earthquake Administration (CEA) e prodotto dalla DFH Satellite Co. Ltd., una sussidiaria della China Academy of Space Technology (CAST).

I principali attori della partecipazione italiana sono, invece, l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), le Università di Bologna, Roma Tor Vergata, Trento ed Uninettuno, l’Istituto Nazionale di Astrofisica attraverso l’istituto INAF-IAPS ed il CNR con l’IFAC. Rilevante anche il contributo di altre realtà della comunità scientifica italiana, quali l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

«Il lancio di “Limadou” rappresenta una nuova testimonianza dell'eccellenza della ricerca del nostro Paese a livello internazionale, e porta in orbita l'importante investimento in scienza e tecnologie italiane, confermando così il nostro ruolo cruciale nelle collaborazioni con la Cina nel campo della fisica delle particelle e della scienza dello spazio», ha commentato dal Jiuquan Satellite Launch Center Bruno Quarta, direttore generale dell’INFN.

Lo strumento HEPD permetterà inoltre di studiare meglio le interazioni Sole-Terra e i fenomeni di fisica solare come le emissioni di massa coronale, i brillamenti solari e l’influenza del Sole sul flusso di raggi cosmici.