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L'Esercito di Terracotta a Napoli

2018年04月06日 15:52 fonte:Cina in Italia  autore: Antonio Di Mare

 

Oltre 300 riproduzioni di soldati, cavalli, armi e utensili rinvenuti nella necropoli del primo imperatore cinese della Cina

 

Prorogata fino a domenica 1 luglio la mostra L’Esercito di Terracotta e il Primo Imperatore della Cina, inaugurata a Napoli lo scorso 24 ottobre nella meravigliosa cornice della Basilica cinquecentesca dello Spirito Santo, situata in una delle vie più belle del centro storico del capoluogo partenopeo. Si tratta di un’occasione straordinaria per compiere un salto nel tempo, e più precisamente nel glorioso passato della Cina di 2.200 anni fa, e scoprire non soltanto l’Esercito di Terracotta, ma anche la necropoli del ritrovamento e la vita, la storia e il lascito culturale del primo imperatore della Cina.

L’Esercito di Terracotta, definito da alcuni esperti come l’ottava meraviglia del mondo, rappresenta un patrimonio artistico di indiscusso valore mondiale. La spettacolare necropoli, resa ancora più affascinante da una sapiente unione di luci ed effetti audio, copre una superficie espositiva di 1.800 metri quadrati e riporta alla luce il complesso dello scavo archeologico ritrovato nel territorio di Xi’An nella Cina orientale. L’esercito all’interno della necropoli fa parte del più ampio complesso funerario dedicato all’imperatore.

La scelta di proporre a Napoli questa esposizione costituisce un evento culturale di enorme portata, che suggella il legame artistico di due grandi culture, quella partenopea e quella cinese. Come ha spiegato in occasione dell’inaugurazione il curatore della mostra, Fabio di Gioia, sono riscontrabili «importanti affinità culturali». «Basti pensare alla grandiosa e vivida operosità che fu necessaria alla realizzazione dell’imponente meraviglia oggi ritrovata nella necropoli di Xi’an, all’ingegnosa capacità organizzativa, alla velocità di produzione e alla notevole raffinatezza del lavoro degli artigiani, che hanno dato volto e carattere sempre diversi, a oltre ottomila sculture – ha affermato Di Gioia –. Altro segno di vicinanza culturale con il carattere della città e le sue tradizioni è l’importanza data nel quotidiano al culto dei morti e alla vita oltre la morte. Sempre per analogia, a Napoli, anche la scultura in sé, tanto nelle rappresentazioni del sacro quanto in quelle del profano, possiede una particolare forza evocativa. La rappresentazione fisica e tridimensionale della realtà sa essere arte da contemplare e, nel contempo, strumento molto efficace di comunicazione. Alla medesima combinazione di fattori, il primo imperatore della Cina, Qin Shi Huangdi, affidò in maniera stupefacente e grandiosa la sua sicurezza ultraterrena».

Tutti gli oggetti che compongono l’esposizione, dalle antiche statue al vasellame, fino alle armi, alle armature e ai carri da guerra, ci riportano indietro nel tempo, per farci rivivere nella più profonda intimità la vita quotidiana ai tempi dell’antica Cina. La mostra internazionale presenta inoltre dei pregiatissimi manufatti artigianali, dei veri e propri capolavori, che rappresentano gli unici calchi esistenti, risultato del lavoro e delle rifiniture delle maestranze degli artigiani cinesi della regione di Xi’an, tra i massimi esponenti della lunga tradizione artistica e manifatturiera orientale.

Oltre alla mostra, sono in programma diversi incontri, che hanno il preciso obiettivo di andare oltre la dimensione espositiva, per rivolgersi non soltanto ad un pubblico di nicchia, ma ad una platea di appassionati e cultori che vedano, nel dialogo tra queste due culture, un’importante occasione di confronto e di arricchimento reciproco. Del resto, chiosa il curatore, la mostra «è anche un’occasione importante per collegare e stimolare l’attività di istituzioni ed eccellenze culturali del territorio e del bacino regionale».

Da Cina in Italia di dicembre 2017