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Vinitaly, la Cina un mercato crescente

2018年04月13日 19:18 fonte:  autore: Marta Cardellini

 

Dal 15 al 18 aprile si rinnova a Verona l’appuntamento con l’evento più importante del settore vinicolo italiano. La Cina sarà protagonista quest’anno con operatori provenienti anche dalle città dell'entroterra di seconda e terza fascia

 

Sono un migliaio i nuovi trader selezionati e invitati, da Veronafiere in collaborazione con l’agenzia Ice, a partecipare agli eventi che si terranno quest’anno dal 15 al 18 aprile al Vinitaly 2018 e al Taste&Buy, il servizio di matching b2b ideato appositamente per la rete dei mercati esteri che rientra nel Piano di promozione straordinaria del made in Italy del Ministero dello sviluppo economico (Mise).

Saranno presenti i monopoli del Canada e buyer da Usa, Russia e Cina dove l’outlook Vinitaly/Wine Monitor prevede aumenti dell’import rispettivamente del 22,5, del 27,5 e 38,5% entro il 2022.

Sono buone, quindi, le previsioni di incremento per il vino italiano in Cina nei prossimi anni, dove attualmente l’Italia esporta vini per 143 milioni di euro ed è al sesto posto tra i Paesi importatori. Nella selezione degli operatori cinesi molto importante è stata quest’anno la valutazione geografica, per mantenere il presidio nelle città di prima fascia come Pechino, Shanghai, Hangzhou, il centro dell’e-commerce cinese, e Chengdu, che ha visto nel corso degli anni l’organizzazione di molte fiere dedicate al settore fra cui la Vinitaly Chengdu, ma al tempo stesso addentrarsi all’interno del paese, coinvolgendo aziende provenienti da città di seconda o addirittura di terza fascia. Protagoniste saranno: Beihai e Changchung, di seconda fascia; Yantai, città di terza fascia, una delle maggiori aree della Cina per produzione ed importazione di vini e Foshan, sempre di terza fascia.