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Viaggio tra le meraviglie del Gansu

2018年04月27日 16:50 fonte:Cina in Italia  autore: Antonio Magistrale

 

Montagne colorate, canyon inesplorati e monasteri Tibetani regalano ai visitatori incredibili emozioni

Perfetto per chi cerca paesaggi incontaminati e meno battuti dal turismo di massa, clima fresco e cibo prelibato, il Gansu è una regione completamente da scoprire. Prende il nome da due distretti, quello di Ganzhou (ora Zhangye) e di Suzhou (più conosciuto come Jiuquan) e la sua storia affonda le radici nelle primissime civiltà del neolitico che hanno abitato le terre entro i confini dell’impero cinese e ospita ancora oggi una grande varietà di etnie e culture diverse.

Gli altipiani garantiscono una temperatura estiva più sopportabile rispetto ai caldi torridi e insostenibili della Cina più densamente abitata, ma c’è anche un altro aspetto che rende questa regione particolarmente interessante: è da qui che la Via della Seta permetteva ai cinesi la comunicazione con le popolazioni dell’Asia centrale e i numerosi siti che costellano la regione testimoniano l’importanza che la stessa ha sempre rivestito dal punto di vista economico e culturale. Con la “rinascita” della Via della Seta, anche questa regione sta vivendo una profonda trasformazione.

Per visitare la regione e le sue principali meraviglie si dovrebbe viaggiare a ritmo serrato per un mese intero, ma anche in due settimane si possono ammirare molti luoghi che rendono queste terre tra le più belle che la Cina può offrire.

Lanzhou

La città di Lanzhou, attraversata dal Fiume Giallo che la divide praticamente in due, è viva e impegnata. Nell’ambito del progetto “Una cintura, una strada” sta ricevendo molti investimenti da parte del governo e questo si può constatare dalla moltitudine di cantieri in corso.

Non offre particolari scenari o punti di interesse, ma può vantare sicuramente ottimo cibo, varietà culturale e infrastrutture più che decenti. Lanzhou è sicuramente una meta perfetta per chi è appassionato di cibo. I Lanzhou lamian, chiamati in loco semplicemente niurou mian, ovvero spaghetti con carne di manzo, sono famosi in tutto il Paese e soddisfano anche i palati più esigenti. A Zhengning Road c’è anche uno dei mercati notturni più caratteristici e vivi della Cina, lo yeshi, che vale sicuramente la visita, ma non è per stomaci deboli. Si possono trovare, infatti, teste di agnello in bella vista, pietanze a base di interiora e altri cibi che potrebbero dare fastidio ai più sensibili, per chi ama i mercati di cibi etnici invece può essere un vero e proprio paradiso: panini al manzo piccante o riempiti con intestini di agnello, zuppe a base di latte e uova, barbeque e tofu in tutte le salse sono assaliti dai turisti cinesi e dai locali che riempiono il viale ogni sera.

Oltre al mercato, solo il lungofiume può essere effettivamente un luogo di interesse, ma la città si presta comunque come “punto base” per visite in altri luoghi della regione.

Zhangye

Da Lanzhou si può facilmente raggiungere Zhangye, ridente cittadina (per gli standard cinesi) di poco più di 2 milioni di abitanti, circondata da meraviglie naturali e artificiali. Il treno ad alta velocità, che attraversa paesaggi impervi quanto variegati, impiega circa tre ore per arrivare a Zhangye. Si trova a nord di Lanzhou ed è particolarmente famosa per il Parco geologico nazionale Danxia. La città non offre molte opportunità di alloggio per stranieri. In Cina, infatti, gli alberghi devono ottenere delle autorizzazioni particolari per ospitare stranieri e qui solo due alberghi possono vantare questo permesso.

Per visitare la città e le attrazioni circostanti ci si può affidare ai tour degli hotel o semplicemente cercare un tassista disposto ad accompagnare turisti. Il Parco Danxia, anche conosciuto come Parco delle montagne colorate, è l’attrazione principale del luogo. Il tour, che dura dalle tre alle quattro ore se ci si vuole godere il panorama con calma, prevede bus che portano da una piattaforma all’altra. L’esperienza è un crescendo di emozioni: dalle prime montagne lievemente colorate si passa a piattaforme che permettono di godere viste mozzafiato che rimangono impresse negli occhi e nel cuore. I colori del parco, creati da millenni di fenomeni naturali e atmosferici danno la sensazione di trovarsi su un altro pianeta e sono resi ancora più spettacolari dalla presenza di mongolfiere e paramotori, disponibili per i turisti, che sorvolano continuamente le montagne.

Da Zhangye è possibile raggiungere facilmente anche il Matisi, un complesso di templi incastonati e scavati nella roccia della montagna che li ospita, di cui i più antichi risalgono anche a 1600 anni fa. I templi si raggiungono attraversando un piccolo viale costellato da negozietti di souvenir e tutto il complesso, annunciato da file di sutra colorati, crea un ambiente unico che mette in pace lo spirito solo alla vista.

Guidando per due ore da Zhangye si può anche raggiungere il Canyon del Lago Pingshan. La strada che si percorre è ancora in fase di costruzione e bisogna quindi attraversare molti tratti sterrati attraverso montagne senza alcuna protezione. Sul percorso si possono incontrare cammelli, asini e altri animali, si riescono a vedere altre catene di montagne colorate e il panorama è ancora anche qui molto fotogenico. Il parco ha aperto solo nel 2015 e, data la difficoltà per raggiungerlo, non è visitato da moltissime persone. Per attraversare il canyon si deve fare molta attenzione: non ci sono guide, le scale per scendere e risalire sono molte e richiedono uno sforzo fattibile solo da chi si mantiene in forma e l’unico modo per comunicare col mondo esterno è la connessione Wi-Fi del parco. La fatica viene però premiata da uno degli scenari più suggestivi che si possano vedere al mondo. Si ha spesso la sensazione di essere in un film di Indiana Jones e la pace e il silenzio che si possono godere grazie alla scarsa presenza umana ed animale sono raramente riscontrabili in altre attrazioni turistiche.

Tempio Bingling, Diga Liujia e Taijidao

Raggiungibile da Lanzhou in un’ora di macchina, il complesso di grotte del Tempio Bingling è uno dei più grandi della regione. Si tratta di circa 700 statue scavate nella roccia. Realizzato a più riprese a partire dal 400 d.C., ricorda altri complessi simili, ma è reso unico dallo scenario pluviale che lo affianca. Il sito si trova nella contea di Yongjing, prefettura di Linxia, dove vivono principalmente minoranze etniche, tra cui gli Hui (minoranza di religione mussulmana) e gli Zang (minoranza tibetana).

Arrivando al tempio di può ammirare sia la grande Diga di Liujia, costruita nel 1974 e ancora oggi una delle centrali idroelettriche più importanti del Paese, sia la Gola di Liujia, particolarmente spettacolare perché caratterizzata dall’incontro di due correnti, quella del fiume Tao e quella del fiume Giallo. Paradossalmente in questo punto il fiume Giallo presenta un’acqua trasparente, mentre il Tao è molto fangoso e quindi più giallo. Le due correnti si incontrano ma non si mischiano, realizzando una curiosa varietà di colori ed effetti.

Poco lontano dal sito delle grotte Bingling si trova il parco dell’Isola Taiji. Qui è possibile attraversare un parco in bicicletta, fiancheggiando per chilometri il fiume Giallo, ammirare cormorani e anatre e fare una gita sul fiume in barca con pochi yuan. Il paesaggio è incantevole, questo tratto di fiume incontaminato e l’isola di Taiji permettono il prosperare di moltissime specie di pesci, uccelli e piante. Se non fosse per l’autostrada costruita praticamente attraverso il parco stesso, sarebbe ancora più rinomato.

Monastero di Labrang

Andando verso sud-ovest si trova il Monastero tibetano di Labrang. È il monastero tibetano più importante al di fuori della provincia del Tibet e tra i sei monasteri tibetani principali è quello costruito più tardi, nel 1709.

Evitando massi, yak e cavalli si arriva nella contea di Xiahe, regione autonoma tibetana di Gannan, dove si respira da subito la particolare atmosfera creata dalla lunga permanenza della comunità tibetana locale. Le visite al monastero sono guidate e c’è la possibilità di effettuarle in inglese o cinese. La guida, un monaco del monastero stesso, porta i turisti attraverso questo impressionante complesso, composto da centinaia di edifici in cui abitano, lavorano e studiano migliaia di monaci. Altrettanti pellegrini e turisti sono attirati qui ogni settimana.

Oltre ad essere un luogo di culto, il Labrang è un’università, dove gli adepti rimangono a studiare per anni discipline tra cui la medicina tibetana, la calligrafia, la musica, la matematica e la letteratura. Questo li accompagna nel loro percorso verso la vita da monaci a tutti gli effetti. Alcune sale sono solo per la devozione e riparano enormi statue dei Buddha, mentre altre fungono da vere e proprie classi, che per le loro decorazioni complesse e colorate farebbero invidia a qualsiasi studente di scuole convenzionali. Una sala particolarmente curiosa è quella in cui sono ospitate statuette e pittura realizzate solo con burro di Yak. Qui l’odore è insopportabile, ma la curiosità spinge i turisti a tapparsi il naso col primo pezzo di tessuto disponibile e ammirare queste inconsuete opere dai colori sfavillanti.I monaci del luogo non amano essere fotografati o osservati mentre compiono i loro gesti quotidiani, comprese preghiere e meditazioni.

Nei locali antistanti il complesso del monastero è possibile assaggiare le primizie locali: ottimo yogurt di yak fatto in casa condito con miele artigianale, té salato con burro di yak e altre delizie a base di prodotti locali.

Il nord del Gansu ha anche tanto altro da offrire: lì si trovano le aree di Dunhuang, il corridoio Hexi e Jiayuguan. Ogni angolo di questa regione è in grado di regalare emozioni incomparabili, attraverso le sue bellezze naturali e ciò che è stato realizzato durante i secoli da culture ed etnie diverse che hanno contribuito a rendere questa terra unica.

Da Cina in Italia di novembre 2017