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La crisi dei noodle istantanei

2018年04月27日 18:06 fonte:Cina in Italia  autore: Lea Vendramel

 

I cinesi ne consumano sempre meno preferendo il cibo consegnato a domicilio e ordinato online. Varietà di scelta, tempi rapidi e prezzi convenienti i punti di forza di un settore in rapida crescita

«Cosa mangiamo stasera? Una porzione di noodle istantanei oppure ordiniamo qualcosa online?». I cinesi scelgono sempre più spesso la seconda opzione. Sulla spinta di una crescente attenzione alla corretta alimentazione, che tenga conto dei valori nutritivi dei cibi, non ci si sofferma più soltanto sul costo del cibo e sulla rapidità di preparazione, ma si punta a mangiare sano e variegato. Un cambiamento di atteggiamento che si riflette sulle tendenze di consumo della classe media cinese, che gode di un tenore di vita più elevato e non mangia solo per «riempirsi la pancia», come ha fatto notare il direttore delle ricerche sugli scambi internazionali del Consiglio cinese per la promozione del commercio internazionale (CCPIT), Zhao Ping, mettendo l’accento sul fatto che le nuove generazioni, caratterizzate da maggiori possibilità economiche, prestano più attenzione alla qualità di ciò che mangiano. I noodle istantanei sono ricchi di sale e grassi e, come è ormai noto e dimostrato da molti studi scientifici, il consumo massiccio di cibi di questo genere ha ripercussioni sulla salute, con il rischio di aumento del colesterolo, diabete e ipertensione.

Per rendersene conto basta dare un’occhiata ai dati della World Instant Noodles Association, secondo cui le vendite di noodle istantanei, nel triennio 2014-2016, si sono ridotte di un sesto, passando da 46,2 miliardi di confezioni consumate nel 2013, a 44,4 nel 2014, 40,4 nel 2015, fino ai 38,5 miliardi del 2016. In tre anni, quindi, il consumo dei noodle ha registrato un calo del 16,6%, pari a 7,7 miliardi di confezioni in meno.

I noodle istantanei perdono quota

Dopo due decenni di crescita a due cifre, quindi, il settore degli spaghetti istantanei conosce per la prima volta una contrazione. Secondo il presidente dell’Istituto cinese di Scienze e tecnologie alimentari, Meng Suhe, infatti, l’industria dei noodle e di altri cibi istantanei ha avuto una crescita dei profitti inferiore rispetto alla crescita media dell’intero comparto alimentare. Per quantificare la recessione che ha colpito il settore, il National Business Daily cita il caso di Master Kang, uno dei maggiori produttori cinesi di noodle istantanei. L’andamento dei suoi affari mostra che se dal 2006 al 2013 le sue entrate sono quadruplicate, salendo da 1,05 a 4,33 miliardi di dollari, nel triennio successivo sono cominciate a calare, scendendo nel 2016 a 3,24 miliardi di dollari.

Un dato che solo in parte può essere messo in relazione con l’etichetta di “cibo malsano” attribuita negli ultimi anni agli spaghetti istantanei. Il fattore determinante alla base della diminuzione dei consumi, infatti, non è tanto la presunta svolta salutista della popolazione cinese quanto piuttosto la sostituzione del cibo istantaneo con un altro tipo di cibo altrettanto pratico, veloce ed economico: il cibo a domicilio.

L’avanzata del cibo a domicilio

I pasti da asporto, ordinati su internet e consegnati direttamente a casa o in ufficio, stanno prendendo il posto del cibo istantaneo, rispetto al quale offrono una maggiore varietà di scelta. Basti pensare che in sei anni gli ordini online hanno registrato un incremento di circa otto volte, passando dai 21,7 miliardi di yuan del 2011 ai 166,2 miliardi di yuan del 2016. In particolare, nel triennio 2012-2014, gli ordini online sono cresciuti ad un ritmo medio del 50%, nel 2016 i cinesi hanno effettuato 3,3 miliardi di ordini di cibo a domicilio e, come previsto da iiMedia Research Group, nel 2017 il giro d’affari del settore ha superato quota 220 miliardi di yuan. Un business strettamente connesso allo sviluppo delle applicazioni mobili che consentono con facilità di ordinare cibo a domicilio. Un mercato che si spartiscono innanzitutto i colossi cinesi del web, Tencent e Alibaba.

La sfida tra cibo istantaneo e a domicilio

Di fronte ai cambiamenti del mercato alimentare e delle scelte dei consumatori cinesi, il National Business Daily ha interpellato diversi esperti per tentare di capire quali siano le differenze e i punti di forza degli spaghetti istantanei e del cibo ordinato online. La prima differenza sta nell’approccio al cibo. Secondo il direttore esecutivo di Xiang Song Capital, Shen Meng, il consumo di cibo istantaneo è un consumo passivo, volto esclusivamente a placare la fame, mentre ordinare cibo a domicilio comporta un maggiore coinvolgimento, sia prima di effettuare l’ordine, essendo le opzioni di scelta decisamente più variegate, sia dopo aver consumato il pasto, visto che spesso si condividono su internet foto e commenti su quanto si è mangiato. Foto e commenti che spesso influenzano le scelte di altri potenziali consumatori, che al momento di effettuare ordini online tengono conto dell’esperienza di chi li ha preceduti. Inoltre, in base a quanto emerso da una ricerca condotta da iiMedia Research Group, i consumatori apprezzano tre aspetti delle ordinazioni via web: i tempi di consegna, le offerte speciali e la sicurezza del cibo. In circa mezz’ora, infatti, è possibile ricevere direttamente a casa quello che più si desidera e a prezzi decisamente contenuti, grazie alla concorrenza tra i vari operatori e alle continue promozioni lanciate per attrarre un numero sempre maggiore di acquirenti.

Da Cina in Italia di marzo 2018