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La conferenza sui diritti umani in Cina

2018年06月11日 18:33 fonte:  autore: redazione
da sinistra: Qiangba Puncong, Li Ruiyu e Xu Xianmin

 

La Cina, che entro il 2030 mira ad arrivare ad uno sviluppo equilibrato, collabora a livello internazionale per costruire una strada comune sul tema dei diritti umani che, al tempo stesso, tenga conto delle diversità economico-culturali di ogni paese

 

Si è svolta lo scorso 8 giugno nella sede dell’Ambasciata cinese a Roma la presentazione dell’associazione cinese per i diritti umani “China Society for Human Rights Studies”, evento che ha visto la partecipazione del presidente Qiangba Puncong e dei due vicepresidenti Xu Xianming e Shen Yongxiang, oltre alla presenza dell’ambasciatore cinese in Italia Li Ruiyu.

Nel corso del meeting, che si è concentrato sulla questione dei diritti umani in Cina, il presidente Qiangba ha illustrato i progressi ottenuti durante gli ultimi anni e ha sottolineato come il tema sia legato, in generale, allo sviluppo economico e sociale.

«Se da un lato questa tematica, che attraversa trasversalmente ogni paese del mondo, ha dei principi che devono essere universalmente condivisi come la dignità umana, la vita, i diritti privati, i diritti legittimi, dall’altro lato ogni paese si trova a vivere in un determinato livello di sviluppo economico-sociale, in diverse tradizioni storiche e in sistemi democratici ben differenti, questo fa sì che si crei una piattaforma di scambio di visioni a livello internazionale per tracciare una via che identifichi le priorità sulla tutela dei diritti umani», ha sottolineato Qiangba.

La Cina, che ha visto crescere l’aspettativa di vita da una stima di 35 anni nel 1949 all’età di 76,5 anni nel 2016, ha come obiettivo quello di raggiungere uno sviluppo equilibrato entro il 2030, quando 30 milioni di persone abbandoneranno la soglia di povertà.

Un discorso a parte è stato fatto per il Tibet, che secondo le relazioni dei membri dell’associazione costituisce una delle aree più sensibili e che ha visto lo stanziamento annuo di 200 milioni di yuan per infrastrutture e, in particolare, per l’istruzione dei bambini e giovani.